Il rimpatriato

Malati di "giulianite"

Giuliano Amato
di Franco Pantarelli

Se da quando ho lasciato gli Stati Uniti per tornare in Italia avessi ricevuto un euro ogni volta che mi sono imbattuto nell'espressione "tolleranza zero", coniata a suo tempo da Rudolph Giuliani, sarei diventato ricchissimo.

Sono tempi, da queste parti, in cui Giuliani è molto più popolare di François Marie Arouet, più noto come Voltaire. Ma che dico più popolare. In realtà l'alfiere della tolleranza e dell'illuminismo è surclassato dall'ex sindaco di New York con migliaia di goal a uno. (Il termine sportivo consideratelo un omaggio a Gianni Mura, cronista per l'appunto sportivo che sa guardare anche fuori dagli stadi e che in questo punteggio rappresenta quell'unico goal segnato in favore di Voltaire). A segnare quelli per Giuliani provvedono invece ogni giorno politici la cui popolarità è inversamente proporzionale alla loro fantasia, titolisti dei giornali che non hanno tempo da perdere con l'immaginazione e teorici impegnatissimi in un dibattito riassumibile più o meno così: sinistra?, destra?, boh!, nel senso che non si capisce più chi appartenga a Giuliani e chi a Voltaire, visto che entrambi vengono indicati come "maestri" da molti vessilliferi della tolleranza zero.

Ormai è diventata un tormentone. I tifosi del calcio fanno scempio degli stadi e dei loro dintorni? Tolleranza zero. Due malandrini in scooter scippano una signora? Tolleranza zero. Due efferati assassini ammazzano i custodi di una villa dopo averli torturati per farsi dare una chiave che quelli non avevano? Tolleranza zero. Nelle strade di periferia delle città si svolge il mercato del sesso? Tolleranza zero (verso le prostitute, non i loro clienti). I lavavetri offrono i loro servizi agli automobilisti che si fermano ai semafori?...

E' proprio da qui, da quando il sindaco di Firenze Leonardo Domenici ha dichiarato guerra a questi disgraziati, che i politici, i titolisti e i teorici dei dibattiti si sono scatenati. Domenici infatti è di sinistra, come lo sono molti altri "primi cittadini" che gli sono andati dietro e come - almeno in teoria - è il ministro dell'Interno Giuliano Amato, che ha subito fatto propria quella guerra forse pregustando i voti che potrebbero venire da quel 70 per cento e più dei cittadini italiani che secondo i sondaggi l'hanno approvata.

Intendiamoci, che la sicurezza della gente debba essere tutelata è un dovere di chi governa. Ma su questo guizzo di "giulianite" ci sono almeno una paio di cose che non quadrano. Una è che prostitute, scippatori e anche lavavetri c'erano sin da prima che io mi trasferissi negli Stati Uniti, venti anni fa, e non suscitavano nessuna isteria. Sarà che allora erano disgraziati italiani e adesso sono disgraziati stranieri? L'altra è che tutta questa facenda puzza di aria fritta, cioè del solito "parlare per non fare" così in voga in Italia.

Un conto è infatti "proclamare" la tolleranza zero e un conto è applicarla, visto che l'atto di offrire di lavare un parabrezzo in cambio di una mancia è difficile considerarlo un reato. Lo stesso Giuliani a suo tempo diventò un "caso" che le facoltà di legge americane facevano analizzare dai loro studenti perché durante la sua presenza a City Hall fu inputato in una dozzina di processi in cui entrava il Primo Emendamento e li perse tutti. Il ministro Amato (noto come il "dottor sottile" che se volesse sarebbe capace di conciliare anche la religione e la scienza) ha promesso un progetto capace di tenere insieme i diritti costituzionali e la fregola repressiva per non perdere voti. Vediamo cosa sarà capace di produrre.