Libera
Fede, speranza e perdizione
Mi lascia sempre sgomenta l'asservimento delle donne agli uomini. Perché, perché accettano di farsi umiliare? Le risposte sono due: per amore o per denaro. Che talvolta sono la medesima cosa: bisogno di protezione.
Lo si vede dipinto nel volto. Se si tratta del muso di un cane, fa tenerezza, ma è comprensibile: il cane sa di aver bisogno dell'uomo per sopravvivere e dimostra la sua riconoscenza come può.
A differenza, la donna non ha bisogno di essere assistita dall'uomo, ma le piace farglielo credere o, addirittura, le fa comodo. In tal caso la donna assume l'atteggiamento del cane. E non c'è differenza tra musulmane o cristiane: si tratta del medesimo retaggio di servitù spirituale nei paesi arabi ed europei d'area mediterranea. Anche se nel modo di comportarsi delle musulmane è palese.
Lui, il suo signore e padrone, cammina davanti; lei procede dietro di qualche passo, avvolta come una salsiccia dalla testa ai piedi. Lui indossa calzoncini corti e una t-shirt, lei dei pantaloni larghi e una lunga tunica, poi sopra al tutto si è infilata un vestitino mini scampanato anni '60 per essere alla moda. Il capo è coperto da un foulard, ma rigorosamente di seta firmata Gucci, come pure la borsa e le scarpe. Pazienza se sono 40 gradi all'ombra, sempre meglio avere un uomo che foraggia la tua carta di credito in cambio della tua libertà. La religione di Allah a molte donne fa proprio comodo.
Le cristiane sono poco osservanti, eppure la pensano allo stesso modo perché per secoli la religione fideista gli ha forgiato l'animo. Non tutte ovviamente, ma le giovani e belle che sognano un futuro in tv, insieme alle loro nonne che hanno marciato dietro al duce. Restano fuori quelle che si sono fatte il ‘68, curiosamente laico, scoprendo valori prima sconosciuti alle donne, come libertà, dignità, autostima. Poche di queste, purtroppo, sono state capaci di trasmetterli alle proprie figlie, perché l'avvento dell'era berlusconiana ha corrotto gli animi con il sogno di una ricchezza universale. Riportando di fatto le pecorelle evase agli ovili maschilisti. Che non sono soltanto familiari ma pure lavorativi. Quel satanasso del Berlusca sa come fare il dio in terra: ha appena rivalutato l'immagine della donna diabolica per asservirla ai suoi fini di onnipotenza. Ha posto alla sua destra tale Michela Brambilla - aspetto da Maddalena del XXI secolo: lunghi capelli rossi da peccatrice, tacchi a spillo e lingua lunga - dandole la speranza che potrà essere dea dopo di lui. Facendole portare, intanto, acqua al suo mulino, il Partito delle Libertà.
E lei ad adorarlo, ad osannarlo, come altre prima, sperando nella gloria futura. Sempre conferita da un uomo che si manifesta dio.
Che cos'è la fede se non adesione incondizionata a una potenza indiscutibile, soprannaturale e indimostrabile? La fides latina significava fiducia, credenza, verità, parola data, promessa, fino ad essere sia promessa di protezione che fedeltà coniugale, protezione di uomini e di dei. Fidere non era solo fidarsi, contare su qualcuno, sperare, ma anche porsi sotto la protezione divina o implorare l'aiuto degli dei.
Madre Teresa di Calcutta che è stata una grande donna, e non era scema, ha rivelato nelle sue lettere che questa fede non l'ha trovata mai. Tuttavia, anche lei, ha scelto di amare, sebbene non riuscisse a percepire l'oggetto del suo amore (come invece dichiararono sante più suggestionabili che si fecero prendere dall'estasi). "Sono giunta ad amare il buio, poiché credo che ... Gesù non possa soffrire più oltre la sua agonia, ma che voglia soffrirla attraverso me". Alla fine la donna per amore si sacrifica sempre e riesce perfino a fare miracoli...
Ma quando, invece, la donna borghese smetterà di barattare il suo corpo con la protezione maschile ossia la sua anima per il denaro dell'uomo? Quando capirà che recitare la parte dell'indifesa indispensabile può suscitare nell'uomo pietà, ma non amore? La vedo procedere a capo chino tenendo stretta la mano di lui nella propria ingioiellata, ben sapendo che è ancora odorosa della sua amante...
Una brama di possesso che più che amore é paura di solitudine o di perdita dell'agiatezza. Nient'altro che perdizione che inaridisce il cuore e porta alla morte. Infarti, tumori non sono solo inquinamenti dell'aria intorno a noi, ma soprattutto dell'anima in noi.









