Personaggi

Tutti da Tony dopo lo show

Tony con le ballerine del musical Mamma mia!".
di Chiara Zamin

Amarone è un vino pregiatissimo della Valpolicella nato, si racconta, da un errore nella preparazione del suo padre naturale: il Recioto. Negli anni '90, era diffusa a New York la moda di chiamare i ristoranti con i nomi dei vini italiani" ...

... ci racconta Tony Spiridigliozzi proprietario di Amarone a Manhattan, "ed io ho scelto il nome Amarone, perchè mi piaceva come suono".

Quando Tony, alla vigilia dell'apertura del suo locale, nel 1997, rifletteva sul da farsi, non immaginava certo che Amarone avrebbe con gli anni incrociato il mondo luccicante di Broadway.

Localizzandosi tra la 47/48 esima e 9 Avenue, nell'area dei teatri, c'era da aspettarsi che prima o poi la scintilla d'amore sarebbe scoccata. Ma che Amarone diventasse il palcoscenico del dopo teatro, questo no, era un fatto troppo in là, difficile da immaginare. Proprio lui, così spensierato e spontaneo, non ha per nulla l'aria del businessman che arrivato a Manhattan per aprire un ristorante italiano cerca di fare più soldi possibili. La sua carta vincente è stato il passaparola, iniziato da un uomo di cui non sapeva nemmeno l'esistenza che, in un Holiday Inn della città, consigliava ai turisti dove andare a cenare prima o dopo gli spettacoli di Broadway. E così, arrivavano i gruppetti di turisti, soprattutto italiani: "Ci manda "Era" dell'Holiday Inn". "Un giorno- racconta Tony - questo Era l'ho voluto incontrare per ringraziarlo e gli ho offerto la cena  insieme alla sua famiglia".

Ma veniamo a  Broadway. Anche per le ballerine dei musical è bastato un semplice passaparola. Per loro però Amarone è qualcosa di più di un buon ristorante italiano, è una seconda famiglia, la prima è chissà dove, in qualche parte del mondo. Alcune di loro ci vanno quando sono giù di corda; si siedono su uno dei tavolini all'aperto e trascorrono anche l'intera giornata fino a quando ad un certo punto, sentendosi di troppo, come in una vera famiglia, domandano al padrone di casa: "Posso far qualcosa, ti aiuto, ti dispiace se sto qua?". Tony non vuole farmi i nomi, è discreto, con le donne è gentile e riservato. E loro si sentono a casa. Si ricorda bene quando l'11 settembre 2001 erano tutti spaventati e alcune ballerine di Broadway, essendo da sole a New York andavano da Amarone dove incontravano altre loro colleghe. "Certe sere Amarone sembra un locale solo per donne, tutte le sale sono occupata da  loro", sorride Tony soddisfatto. Lui è un uomo dai tanti ricordi, immortalati nell'album che conserva in un cassetto del locale. Alcune fotografie sono appese al muro vicino all'entrata: ci sono foto di ballerine scattate nel momento di una loro esibizione.

Nell'album invece si vedono le stesse mentre si divertono nei dopo show trascorsi nel locale di Tony. "Che belle serate  ho passato con Kimberly Hester e le sue colleghe", confessa Tony con un po' di nostalgia. Lei, ballerina nel cast del musical "The Producers" arrivava dopo lo spettacolo insieme alla compagnia. "Kimberly è parte di Amarone", precisa Tony. "Quando è arrivata la prima volta con le sue colleghe, mi ha presentato tutto il cast e ha parlato molto bene di me a loro". Capita che ad Amarone, nella stessa serata, arrivino a cenare gli spettatori del musical. Attori e pubblico si ritrovavano con sorpesa insieme. Per caso. Così che ad un certo punto i cantanti del musial ripropongono i loro pezzi più forti.

 "Una volta è capitato - racconta Tony-  che un gruppo di ballerine, finesse di cenare; io ho alzato la musica e si sono messi tutti a ballare. Sono venuti qui quelli di "Mamma Mia!" abbiamo messo il cd e non ti dico... hanno iniziato a cantare con la sala piena di gente, è stato emozionante. E poi anche quelli di  "Hairspray". L'ultima serata di "The Producers" si è conclusa da Amarone con il mitico artista italo-americano Tony Danza che è venuto a cenare insieme al cast ."Certe volte, sono talmente preso  a gestire il locale che non mi accorgo di chi ho di fronte se un personaggio noto o meno, cerco di trattare bene tutti, per me tutti i clienti sono importanti. A me non interessa fare soldi, mi interessa che la gente stia bene".

Si presume che chi torna da  teatro sia  di buon umore e l'ottanta per cento delle volte, mi conferma Tony è proprio così. Una volta, racconta il nostro amico, gli è capitata però una situazione un po' difficile.Una sera di qualche anno fa, è arrivata a cenare una coppia di Boston, venuta a New York appositamente per assistere allo spettacolo di Pavarotti. All'ultimo momento l'artista italiano ha dato forfeit poichè non si è sentito bene. Al suo posto ha cantato un altro. "Quando arrivarono a cena da  me avevano le facce così tristi e deluse che volevo fare qualcosa per loro", dice Tony.

Fortunatamente era lì una mia amica canadese, Hina, una cantante lirica. Le ho detto: "Hina avrei bisogno del tuo aiuto". Ho presentato Hina al cliente, lei ha fatto un inchino e ha chiesto al cliente cosa desidarava che cantasse".  Hina ha eseguito alcune parti della "Boheme" di Puccini in francese, cantando per ben cinque minuti. "Il cliente era così stupito, non se l'aspettava e alla fine prima di andare via mi ha abbracciato e mi ha ringraziato. Voleva addirittura pagare Hina, ma lei non ha accettato".

"Una sera a cena è venuto Gianni Morandi. E' andato da "Azalea" (insieme a "Lunapiena" e "Amarone" "Tramonti" sono di proprietà di Tony Spiridigliozzi e soci).  Un grande uomo, veramente gentile e simpatico", ci confessa Tony.Originario di Pontecorvo (Lazio), Tony è a  New York oramai da una vita.

Il suo sogno è sempre stato quello di aprire un ristorante. Gli chiediamo qual'è la sua filosofia di gestione. Risponde:"Vedi, a me da fastidio quando il cliente chiede  di parlare con il proprietario.

 Il proprietario non esiste per me. Tutto sta nel team. E' la forza del team e non i gradi sulla giacchetta quello che fa funzionare un locale". "Facciamo in modo che il cliente si senta a proprio agio e stia bene da Amarone, come in una  famiglia serena". Una sensazione che ho condiviso con i suoi ospiti, la sera in cui ho degustato dell'ottimo vino (il  locale dispone di tutti i tipi di Amarone) accompagnato da un filet mignon al gorgonzola,porcini e olio tartufato e dalla  naturale affabilità dei camerieri.