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John Fante al di là dell'oceano

Il pubblico alla manifestazione e John Fante
di Generoso d'Agnese

Si chiama Giovanna Di Lello e di mestiere fa la regista. Ma da qualche tempo il suo cuore è volato al di là dell'Atlantico e si è fermato in Colorado.

 Perché quella era lo Stato in cui mosse i primi passi John Fante. Giovanna Di Lello ha scelto di dedicare molto del suo tempo alla ricerca del cammino umano e culturale di John Fante.

Riscoperto in Italia da una decina di anni grazie al preziosissimo lavoro di recupero letterario fatto da Ernesto Livorni, oggi a Madison ma per anni docente della Yale e appassionato di scrittura italo-americana, John Fante in poco tempo ha fatto breccia tra i lettori italiani e ha conquistato migliaia di cuori con la sua scrittura graffiante e ironica intrisa di quella italianità che solo le storie migranti sanno trasmettere.

Va ricordato poi con particolare attenzione il numero 2006 della rivista letteraria bilingue Quaderni del ‘900, dal titolo "The Road to Italy and the United States: La creazione e diffusione delle opere di John Fante" e a cura di Teresa Fiore.  Si è trattato infatti del primo intervento critico su Fante dal 1999 accuratamente realizzato da giovani studiosi tra Italia e USA.

In nome di John Fante sono infatti nate delle collane editoriali e sono nati degli eventi, i film tratti dalle sue storie e dalle sue sceneggiature sono stati riproposti in vari festival, la polvere è volata via sulla vita di uno scrittore che visse terrenamente tra Colorado e Hollywood ma che con l'anima rimase sempre a Torricella, nell'aspro dedalo di paesi arroccati tra gole e vallate dell'Appennino.

Da due anni la stella di John Fante trova nuova luce anche in un festival che grazie all'energia di Giovanna Di Lello (autrice di un apprezzato documentario sullo scrittore) permette di fermare il pensiero alla scrittura italiana in America.

A Torricella Peligna, nel Sangro Aventino, dal 22 al 26 agosto è così andata in scena la seconda edizione de "Il  Dio di mio Padre", una manifestazione che nell'arco di 5 giorni ha raccolto voci, scritti, film e umori intorno al genio creativo di Fante. Ospiti d'onore, per questo secondo appuntamento, gli scrittori Nino Ricci e Mary Di Michele, presentati da Martino Marazzi e Gabriella Jacobucci, che in Canada sta dando il giusto seguito a una scrittura  che da sempre vede nell'Appennino abruzzese e molisano un crogiolo di potenzialità. Il successo cinematografico di Nino Ricci è recente ma nell'appuntamento di Torricella (altre iniziative sono andate in scena a Palena, Oasi della Serranella, Casoli) è stato riproposto proprio nell'ottica di un continuum temporale con l'autore di "Aspetta primavera Bandini".

Supportata dalla Regione Abruzzo e dalla Provincia di Chieti e dalla Comunità Montana Aventino Medio Sangro, la manifestazione ha offerto agli spettatori convegni organizzati dalla Facoltà di Lingue dell'Università D'Annunzio, percorsi naturalistici, reading letterari e musicali. Inaugurata a Torricella da Victoria Cohen Fante, la cinque giorni dedicata a Fante è iniziata con un workshop di scrittura dal titolo "Scrittori si diventa?" curato da Alessio Romano e Marco Vich. Presentazioni di libri, tavole rotonde, approfondimenti sull'opera di Fante, teatro e un omaggio a Sacco e Vanzetti hanno rappresentato il piatto forte di una manifestazione che ha offerto perfino un convegno-spettacolo dal titolo "Il Vate a Little Italy " dedicato a un insolito Gabriele D'Annunzio nelle Americhe.

 

Per informazioni: http://www.johnfante.org/