Visti da New York

Pd, la ragione per nascere

di Stefano Vaccara

Prendersi una vacanza significa soprattutto astenersi dall'attività lavorativa e quindi, per quanto riguarda chi scrive, dal seguire le notizie politiche sui giornali italiani.

 Quando si riesce, come questa estate, a starne abbastanza alla larga e per parecchi giorni, ecco poi ripetersi l'interessantissimo esperimento della lettura di alcune settimane in poche ore. Almeno per quanto riguarda i nostri quotidiani, si resta esterefatti dalla incontinenza della classe politica italiana. Intendiamoci, che un leader di governo parli anche a ferragosto su quello che vuol fare, ci può stare. Ma lo spazio dato alla politica, almeno quando anche il Parlamento è in ferie, dovrebbe essere ridotto. Certo, quando il capo del governo e magari anche dell'opposizione - così come un possible futuro candidato premier - sente l'irrefrenabile bisogno di far sapere cosa vorrebbe fare a settembre, qualche titolo in testa alla paginetta non si può negare, ma vederne serie dedicate alle "prese di posizione" di un'infinita lista di mezzi capetti su quello che ha precedentemente dichiarato un altro quaquaraquà del partitino rivale, è la prova ormai di quanto sia grippato il sistema italiano. Quanto potrà essere ancora deleterio ad un grande paese il dibattito sul che fare continuando a rileggere domani la stessa dichiarazione che un politico oggi ha negato di aver detto ieri? Eppure con questo si sono riempite pagine di giornali finite sotto gli ombrelloni italiani in pieno agosto.

I media hanno le loro responsabilità. Basterebbe, invece di mettere tanti cronisti alle costole di capetti politici in costume, ignorare questa orda di incontinenti, magari lasciandoli riflettere un po' leggendo sui giornali invece che le loro esternazioni più reportage dedicati al paese reale.  Ma una dichiarazione non la si nega a nessuna "forza politica", e siccome tra governo e opposizione chi controlla un partitello anche del 3% rappresenta una "forza indispensabile" agli equilibri... via con la processione delle dichiarazioni "pesantissime".

Gli argomenti su cui esternare non mancano: i lavavetri e la sicurezza delle città, la pressione fiscale, il welfare, il conflitto tra laici e cattolici... Su questo o su quello si esterna per non farsi dimenticare, ma sull'argomento della nascita del Pd e la ricerca di un nuovo sistema elettorale, i capetti devono con estrema puntuale precisione, un giorno sì e l'altro pure, far arrivare attraverso i giornali gli "avvertimenti". E' qui che gli incontinenti perdono ogni controllo, diventano tori scatenati dal drappo rosso: guai a voi, minacciano come fossero spavaldi capi mandamento, la cupola del governo avrebbe le ore contate...

Queste minacce pizzute nascoste tra le righe di articoli politici noiosi e ripetitivi, il cittadino normale, che nei giornali cerca "notizie", non le legge neppure, le salta anche se spesso gliele presentano nelle prime pagine del suo quotidiano. Magari il cittadino vuole informarsi più su fatti importanti che ne potrebbero condizionare la vita? Per fortuna per lui non mancano pagine dedicate a ben altri argomenti, anche quelli internazionali scritti da preparati corrispondenti (per esempio, abbiamo ammirato su La Repubblica le analisi di Federico Rampini sulla situazione in Cina). Eppure certi "avvertimenti" neanche notati dal lettore normale nei quotidiani devono comunque trovare spazio, sono lì per chi deve intendere....

Ecco, Walter Veltroni, sindaco di Roma candidato strafavorito per la guida del nuovo partitone che dovrebbe riunire il Centrosinistra, dovrebbe ripetere con più convinzione - almeno di come ha fatto finora - quale è la prima e necessaria ragione per far nascere il Pd: togliere il potere di ricatto a capetti e mezzi capi cespuglio che con le loro percentuali ad una cifra impongono sempre un loro "pizzo" ad ogni mossa del governo della Repubblica. Veltroni, Bindi, Letta, è così o no? Se veramente serve a qualcosa questo Pd, battete un colpo e rispondete: credete veramente che in politica si debba evitare che la volontà di pochi si imponga su quella di molti? Ditelo che altrimenti non c'é la democrazia, ma un sistema politico malato di mafiosità. Magari riprenderemo a leggervi.