Analisi

Il valzer del Potomac Blu

L'Attorney General Alberto R. Gonzales
di Rodrigo Praino

Questa settimana l'Attorney General Alberto R. Gonzales ha consegnato le sue dimissioni al Presidente Bush. Travolto dallo scandalo dei licenziamenti dei sette ormai famosi U.S. Attorneys

Gonzales ha dovuto cedere alle continue pressioni del partito democratico personificate nella figura del Sen. Patrick Leahy, chairman del comitato giudiziario del Senato. In realtà le dimissioni di Gonzales sono molto più importanti di quanto possano sembrare all'occhio inesperto. L'Attorney General era infatti l'ultimo membro "controverso" dell'amministrazione.

  Dopo la partenza di Donald Rumsfeld e quella imminente di Karl Rove, le dimissioni di Gonzales chiudono il cerchio: il nocciolo duro dell'amministrazione è scomparso del tutto. Grazie ad un'abilissima strategia politico-mediatica, a partire dalle Midterm Elections del 2006 i democratici riuscirono infatti a mutilare l'amministrazione Bush pezzo dopo pezzo, liberandosi delle parti che a loro piacevano meno. Ora in pratica manca solo il Vicepresidente Cheney, più difficile da abbattere vista la carica istituzionale che ricopre.

La vicenda ad uno primo sguardo sembra ricordare il cosiddetto "massacro del sabato sera" di Richard Nixon. Messo alle strette dalle indagini sul caso Watergate, nell'ottobre del 1973 il Presidente Nixon ordinò al suo Attorney General Elliot Richardson di licenziare in tronco Archibald Cox, il procuratore speciale che si stava occupando delle indagini. Scandalizzato dalla richiesta a dir poco inappropriata, Richardson preferì consegnare al Presidente le sue dimissioni rifiutandosi di eseguire l'ordine.

Il suo gesto coraggioso fu seguito dalle dimissioni del suo vice, anche lui incapace di portare a compimento un ordine ritenuto scorretto. Vista la situazione in cui iniziava ad entrare il Department of Justice, privato all'improvviso delle due figure essenziali al suo vertice, il Solicitor General accettò finalmente di eseguire gli ordini del Presidente e licenziò Cox. Questo parallelo piace molto ai media e ai democratici perché parlando dei licenziamenti di ieri, si legge tra le righe l'accusa nei confronti del Presidente Bush di aver ordinato o orchestrato in qualche modo i licenziamenti di oggi. A noi invece il paragone non piace molto: troppo semplicistico e pieno di reconditi scopi politici, non di analisi!

La vicenda rappresenta invece una crisi molto più profonda dell'amministrazione e ha poco a che fare con il piccolo scandalo del momento. Ironicamente, il miglior parallelo storico che possiamo fare riguarda direttamente due personaggi coinvolti fino al collo anche nelle vicende contemporanee: Donald Rumesfeld e Dick Cheney. Qualche mese dopo gli scandali di Nixon, Richardson e Cox, non appena Gerald Ford sale al potere, Rumsfeld diventa chief of staff della Casa Bianca con un giovanissimo Dick Cheney come suo vice. Alcuni mesi più tardi, nel 1975, Ford si trovava in difficoltà tra un Henry Kissinger troppo ingombrante che imperava in politica estera - era il periodo della famosa conferenza di Helsinki - ed una serie di lotte interne alla sua amministrazione per la conquista effettiva del potere. On questo contesto Rumsfeld riesce a convincere il Presidente a liberarsi del Vicepresidente Nelson Rockefeller per le elezioni del 1976, e orchestra una vera e propria presa del potere all'interno dell'amministrazione.

Rumsfeld divenne il più giovane Segretario alla Difesa della storia, George H. W. Bush fu nominato capo della CIA, Brent Scowcroft Consulente per la Sicurezza Nazionale e Dick Cheney capo dello staff del Presidente. Questi eventi passarono alla storia come il "massacro di Halloween".

E' ironico vedere come il grande ideatore del grande "giro di valzer" all'interno dell'amministrazione Ford ed il suo vice siano ora la prima vittima sacrificale e l'ultimo obiettivo da colpire rimasto ancora in piedi di una serie di importanti avvicendamenti.

E' vero, quel che successe negli anni '70 fu frutto di un periodo difficile, di una presidenza particolare - l'unico Presidente della storia americana ad essere stato nominato, non eletto - e di un piano ben preciso di alcuni abili ed ambiziosi politici.

Le vicende odierne sono un po' diverse (tanto per cominciare sono il frutto di pressioni provenienti dal partito avversario!), ma sicuramente fanno parte di un piano politico ben preciso. Tra i protagonisti del "massacro di Halloween" c'era un futuro Presidente, un futuro Vicepresidente ed un futuro Secretary od Defense destinato a far parlare molto di sé.

Tra i protagonisti del massacro odierno possiamo fin da ora individuare almeno due nomi: Nancy Pelosi e Patrick Leahy. Cosa riserva il futuro per questi due personaggi? Chi altro ha aiutato ad orchestrare questo continuo e molto ben riuscito attacco all'amministrazione Bush? Solo il tempo potrà dircelo. Nel frattempo Strauss ci perdoni, ma i valzer del Potomac sono molto più intriganti di quelli del Danubio