Temi e dibattiti

Basta con il voto dell’intrallazzo

di Maria Rita Latto

Le immagini sono un po' sfocate, l'inquadratura è fissa e sempre stretta, ma si capisce chiaramente quello che sta accadendo. Su una tovaglia a quadri colorati sono stese parecchie schede elettorali per il Senato italiano...

... Si sente una voce fuori campo: è di Paolo Rajo, candidato italo-australiano per il Senato nelle elezioni del 2006 nelle fila dell'Udeur. Il filmino girato con il suo cellulare, e reso pubblico lo scorso 9 luglio dal sito internet Repubblica.it, potrebbe essere una prova di brogli avvenuti nel voto degli italiani all'estero. Di certo, queste immagini riaprono le polemiche sui presunti brogli nelle ultime elezioni. Il centrodestra torna alla carica chiedendo di annullare il voto dell'estero, che ha permesso al centrosinistra di avere una seppur esigua maggioranza al Senato, e di tornare quindi a votare. Il centrosinistra manifesta alcuni dubbi sull'autenticità del filmato e chiede che venga chiarita la vicenda al più presto. Il sottosegretario agli Esteri Franco Danieli riferirà presto al Senato sulla vicenda, mentre il senatore e il deputato direttamente coinvolti, Randazzo e Fedi, dichiarano che si tratta di una "bufala totale". Rajo, che lavora in Australia come presentatore nella stazione radio "Rete Italia", ribatte affermando di aver denunciato più volte la cosa al suo partito, l'Udeur, senza però avere avuto mai risposta.
Intanto i ministri Amato, Chiti e D'Alema hanno dichiarato di voler avviare "un'iniziativa di riforma del regolamento che riguarda il voto degli italiani all'estero", prendendo anche spunto dai "severi rilievi" formulati dal Consiglio di Stato su questo provvedimento.
Sui media si è parlato (non troppo, in verità) di questa vicenda, specialmente il giorno in cui è apparso il filmato sul sito di Repubblica, ma col passare dei giorni il clamore iniziale si è affievolito fino a diventare un sussurro.
Sono andata a Roma in giro a sentire cosa ne pensasse la gente comune. Al mercato provo a chiedere, ma la gente ha altro per la testa, gli aumenti dei prezzi, le tasse, come arrivare a fine mese. La maggior parte delle persone non ha sentito parlare del filmato di Repubblica.it. Una coppia di anziani che stanno comprando un'anguria per rinfrescarsi dall'afa estiva commenta: "Gli sta bene a tutti, così imparano a fare votare gli italiani all'estero... era meglio prima.... se un residente all'estero voleva proprio votare, ritornava in patria e votava candidati in Italia". Ed il marito conclude: "Ma chissà perché il vecchio ministro (probabilmente si riferisce a Tremaglia) ha voluto farli votare...".
Una signora accanto a noi commenta acida: "Ogni volta che sento parlare della politica italiana mi viene il disgusto e tanta rabbia". Ed un signore aggiunge: "Chi sta all'estero non deve avere il modo di portare alla rovina il paese da cui sono andati via. Già ci pensano i politici...." Ed il venditore da dietro il banco aggiunge: "Certo che noi italiani siamo veramente bravi....riusciamo a fare figuracce anche dall'altra parte del mondo...".
Un caffè al chiosco di una piazza del quartiere è l'occasione per chiedere un'opinione. Ci sono tanti giovani che stanno sostenendo gli esami di maturità al liceo vicino ed anche qualche professore in pausa tra un'interrogazione e l'altra. "Io sono contrario in linea di principio al voto degli italiani all'estero - esordisce un'insegnante-. Non sono italiani che si trovano là in vacanza un mese, è gente che viene ogni tanto in Italia a trovare i parenti e poi ritorna a casa propria che NON è l'Italia". Un ragazzo è drastico: "Io comincerei a togliere tutti i diritti civili alle persone coinvolte in questo pasticcio. Sei in Australia? Restaci, perchè qui in Italia non sei gradito e non hai più diritto di voto". Una ragazza gli fa eco: "Non capisco perchè persone che non pagano le tasse qua dovrebbero avere il diritto di indicare chi deve essere a governare chi vive qua. E comunque il voto degli italiani all'estero non l'ho inventato io e manco Prodi. Si tratta di una legge voluta dall'ex Ministro Tremaglia per cercare di ingraziarsi senza successo il voto dei nostri compatrioti all'estero". Una sua amica interviene: "Già la regolarità qui da noi non è garantita, figuriamoci all'estero... e consideriamo che le cose vengono fatte sempre e solo all'italiana, quindi con controlli praticamente inesistenti....mi chiedo se davvero abbiano votato una sola volta!".
La barista vuol dire la sua: "Quelli all'estero non dovrebbero votare proprio, o meglio dovrebbero votare solo gli italiani costretti per lavoro a farsi 2-3 anni all'estero. Ma chi si trasferisce per sempre no".
Un pensionato critica il sistema di voto per posta: "E' assurdo, gli italiani all'estero dovrebbero votare solo alle ambasciate o in sedi opportunamente stabilite e controllate. Per posta può succedere di tutto, complimenti al genio che ha avuto l'idea! Speriamo almeno che la prossima legge elettorale elimini questa modalità assurda".
Un maturando informatissimo sulla questione, a mio parere candidato al massimo dei voti, fa restare tutti a bocca aperta: "Dovremmo basarci su un principio cardine delle democrazie liberali, il ‘no taxation without representation'. Cioè, non esiste tassazione senza rappresentanza diretta. Io residente in Italia non posso imporre tasse a chi risiede in Australia, e viceversa. E allora perchè un australiano con discendenza italiana, che magari non parla nemmeno la nostra lingua, dovrebbe eleggere un deputato o un senatore, anch'egli non residente nella Penisola, che magari partecipa a creare tasse senza pagarle?". Chapeau! Ha le idee chiare il ragazzo... Un altro studente ricorda: "Non mi ricordo chi del Sudamerica ha ricattato Prodi ed in cambio di un voto a favore ha chiesto ulteriori fondi". Si riferisce probabilmente al senatore Pallaro. Fa riflettere la considerazione maliziosa di un altro insegnante: "Più che altro mi pare strano che la notizia la dia Repubblica a tutta pagina. Che De Benedetti abbia già scaricato Prodi in favore di Veltroni?"