Che si dice in Italia

La banda dei divorziati

di Gabriella Patti

Gianfranco Fini, il leader di An per il quale non voterò mai ma che, onestamente, non mi sta antipatico, ha divorziato dalla moglie Daniela. E così quando, l'altra mattina alla radio, ho sentito che i leader dell'opposizione andavano...

...al Quirinale dal Presidente Napolitano il primo pensiero che mi è venuto non è stato al fatto politico (Berlusconi e alleati chiedono in pratica che il Capo dello Stato intervenga per mettere fine al governo Prodi che, obiettivamente, non sta dando certo ottime prove). No, il flash che mi è passato per la testa, mentre bevevo una tazzina di caffé, è stato: "La banda dei divorziati sale al Colle". Già perché mancava solo l'ultimo capo dell'opposizione Pierferdinando Casini dell'Udc, divorziato pure lui, e poi la lista era completa: Berlusconi, Bossi, Fini hanno tutti lasciato la prima moglie. Ma come? Quelli di destra non sono strenui difensori dei valori familiari? 

MALATTIA O FURBIZIA? Da qualche giorno sono iniziati i temutissimi esami di maturità, da sempre fonte di stress e di paure per gli studenti. In tanti, per anni, continueranno a sognarseli come un incubo. Eppure verrebbe da dire che, ormai, chi veramente teme questa prova siano i docenti. Già perché quest'anno il fenomeno dei certificati medici presentati dagli insegnanti incaricati della corvée sono aumentati in maniera preoccupante. Delle due l'una: o il mestiere del "prof" è davvero stressante e causa di acciacchi oppure c'è qualcuno che ci marcia. Per cui, di fronte a questo sospetto che non onora la categoria degli insegnanti, ben venga l'iniziativa del mnistro Fioroni che ha deciso di inviare il medico fiscale a casa degli "ammalati".
UNA MESSA RIPARATRICE? Roba da Medioevo, direte. E avreste ragione, visto che non ne venivano celebrate da tantissimo tempo. Ma stavolta credo che l'iniziativa abbia un suo fondamento. Succede a Bologna. Il fatto è questo. Scoraggiato e scandalizzato dal crescere delle bestemmie, del turpiloquio dei giovani e dei meno giovani, delle "performance" fintamente culturali che offendono la Madonna, il sacro e la religione in genere, un lettore ha scritto al Resto del Carlino, il quotidiano locale, chiedendo un rito riparatorio. Il giornale aveva pubblicato la sua lettera. Sembrava finita qui. E invece il Cardinale cittadino ha colto l'occasione. La messa si farà. Ho due proposte. Allargare l'iniziativa ad altre città. E, dal momento che bouna parte del turpiloquio arriva in casa direttamente dall'onipresente e invasivo piccolo schermo, trasmettere le messe in diretta televisiva. 

PIU' DONNE E PIU' GIOVANI AL GOVERNO. In questa rubrica mi dovrei occupare soltanto di cose italiane. Mi viene però da dire che, forse, alcuni dei mali che affliggono il nostro amato Paese, potrebbero attenuarsi se prendessimo l'esempio guardando in casa dei vicini. In Francia, per esempio, cioè dietro l'angolo. La squadra di governo messa in piedi da Sarkozy, recente trionfatore alle presidenziali transalpine, ha un numero considerevole di donne, sette, contro otto maschi. Per non parlare delle sottosegretarie. E per non parlare del fatto che due delle nuove dirigenti sono donne di colore. E tutti, maschi e femmine, hanno l'età giusat, la più giovane ha solo 39 anni. Che invidia, se penso ai matusalemme italiani, di goveno e di opposizione!