Personaggi

Sola contro le iene afghane

di Laura Caparrotti

Gli eroi sembrano essere individui di altri mondi, di epoche lontane, che arrivano a noi tramite leggende antiche. Io ho incontrato una eroina dei giorni nostri, Malalai Joya, una ragazza di appena 28 anni, considerata...

...la donna più importante dell'Afghanistan. Malalai ha lunghi
capelli neri, occhi nerissimi, piglio deciso e un sorriso aperto e  accogliente. Il suo nome è iniziato ad essere
conosciuto ai più quando nel 2003, durante la Loya Jirga, o grande assemblea,
riunita per ratificare la costituzione Afgana, lei chiese la parola per
accusare pubblicamente di crimini gli uomini del suo governo, i signori della
guerra, detentori di ruoli importantissimi nel paese (i nemici dei nostri
nemici sono nostri amici). Successe il putiferio e Malalai iniziò a non essere
gradita ai signori di cui sopra. Successe anche, però, che molti suoi
connazionali, stufi di vivere in una società altamente corrotta e violenta,
videro in lei l'unica salvezza e iniziarono a sostenerla in ogni modo
possibile.

Nel 2005 il popolo che crede in lei l'ha mandata in Parlamento, da cui nel
2007 è stata cacciata per aver usato toni forti contro alcuni membri dello
stesso in una intervista televisiva. Malalai Joya in questi anni non ha mai
smesso di accusare i signori della guerra, ma in questa ultima intervista li ha
chiamati "animali con la maschera della democrazia". Malalai è minacciata di
morte, non può stare nello stesso luogo più di un giorno, deve essere protetta
continuamente da guardie del corpo e deve usare il burqua, che tanto odia e che
ha indotto le donne afgane ad abbandonare, per non essere riconosciuta. Questa
piccola grande donna, che mi dice, senza tradire emozione, "se mi ammazzano,
saranno i signori della guerra a risponderne e comunque se mi ammazzano spero
che quello che ho fatto fino ad ora vivrà nel mio popolo", era questa settimana
a New York, ospite degli Human Rights Watch Film Festival, in occasione del
documentario "Enemies of Happiness", a lei dedicato, vincitore del 2007 HRWIFF
Nestor Almendros Prize e del premio per miglior documentario al Sundance Film
Festival.

Malalai si presenta con il suo bel sorriso e molta umiltà. Ci sediamo, una
di fronte all'altra e l'unica cosa che mi continua a venire in mente è che
questa giovane donna è ricercata dai potentissimi uomini dell'Afganistan che
hanno giurato di ammazzarla (all'entrata dell'Walter Reade Theater, nei giorni
degli Human Rights Watch Film Festival, le borse verranno controllate).

 

Malalai sa che sono italiana e mi dice che ha molti sostenitori in Italia
fra cui Luisa Morgantini, vice presidente dell'Unione Europea. Fra l'altro
proprio in Italia, precisamente in Valle d'Aosta, nel 2004, Malalai Joya è
stata eletta "Donna internazionale dell'ann".

 

Malalai, come è la situazione oggi in Afghanistan?

"Sfortunatamente i media non riportano quello che succede veramente in
Afghanistan. L'Alleanza del Nord si è messa la maschera della democrazia, ma
mentalmente è uguale ai Telabani, anche se fisicamente si sono trasformati e
fanno finta di governare democraticamente. Ci sono crimini continui ovunque,
anche a Kabul. Mesi or sono una bambina piccola (5 anni) è stata rapita e
violentata, in una provincia vicina una ragazza di 11 anni è stata rapita,
violentata e poi scambiata con un cane. Ogni crimine viene attribuito ai
talebani che sicuramente sono violenti, ma non sono i soli."

 

Ci sono delle persone nel tuo paese che credono nel governo dei signori
della guerra?

"La gente non sostiene il governo. Due giorni prima che io venissi in
America, in una scuola locale, hanno ammazzato due studenti mentre studiavano e
altri sei versano in condizioni gravissime in ospedale. Queste persone sono
contro le donne e contro l'istruzione, perchè sanno che se le donne vengono
istruite, vorranno avere un ruolo nel paese."

 

Ho visto nel tuo sito che ci sono tue colleghe in parlamento, che sono
contro di te. Come fa una donna ad approvare questo comportamento degli uomini
contro le donne?

"Sotto questi signori della guerra è impossibile avere elezioni
democratiche. Molti dei parlamentari eletti, sono pagati dai signori della
guerra. Altri sono minacciati continuamente. Ad esempio, una donna, che si è
alzata in parlamento dicendo che voleva picchiarmi, è venuta da me piangendo,
dicendomi che alcuni signori della guerra davano soldi alla famiglia e se lei
non faceva come dicevano loro, la famiglia poteva morire. Altre devono dare
conto ai propri mariti. Alcune donne che amano la democrazia e mi sostengono,
sono state picchiate. Anche molti uomini, che credono nella democrazia, mi
sostengono. Ma purtroppo ci sono donne, pur istruite, che sono fondamentaliste.
Ti voglio raccontare una storia. C'è una donna che mi viene sempre contro che
fa parte di un gruppo fondamentalista: questo gruppo è contro un altro gruppo,
perchè tutti i gruppi fondamentalisti sono uno contro l'altro. Lei aveva una figlia,
diciotto anni, alta esattamente come la madre. Un giorno la figlia si mette la
giacca della madre e va sul tetto della loro casa. Una persona del gruppo
fondamentalista opposto la vede e le spara. Il giorno dopo la donna in
parlamento piange e mostra la foto di sua figlia e viene da me dicendo che mi
capisce e che ho ragione. Dopo pochi giorni, quella stessa donna è nel bel
mezzo di una manifestazione dicendo che io e gli Human Rights Watch dobbiamo
scomparire. Neanche la morte di sua figlia l'ha fatta cambiare."

 

Quale è la posizione del presidente Karzai in questo caos?

"Karzai è un ostaggio nelle mani di questi signori della guerra
fondamentalisti. Appena è arrivato al potere, ha iniziato a fare compromessi e
persino la CIA ha ammesso che lui non ha nessun tipo di controllo su Kabul.
Questi signori della guerra hanno fatto passare una legge che decreta
l'amnestia per tutti i reati commessi in passato e Karzai l'ha firmata."

 

Pensi che nel tuo paese gli uomini saranno mai capaci di guardare alle donne
come esseri umani e difenderne gli stessi diritti?

"La gente vuole avere gli stessi diritti. Io sono una donna, se la gente
non vedesse la donna come pari, non mi sosterrebbe. Sono questi fondamentalisti
che non guardano alla donna come se fosse un essere umano. Sono stati capaci di
scambiare una ragazzina con un cane!"

 

Escludendo i governanti, la popolazione è pronta a pensare alle donne como
loro pari?

"Noi siamo una società dominata dagli uomini, di cui molti non istruiti.
Nonostante ciò sempre più uomini, dalle parti più oppresse del paese, ora
vengono da me e mi ascoltano. Questa è la speranza. Se abbiamo la democrazia
questa cosa più crescere, ma i signori in parlamento usano l'Islam come scusa
per fermare la democrazia; se noi avessimo un parlamento di tipo secolare
queste cose non potrebbero succedere. Pensa che ora le donne partecipano alle
manifestazioni, col burqua, ma partecipano, e per noi questo è un gran passo in
avanti."

 

Ad oggi, c'è qualche speranza che tu possa rientrare in parlamento?

"Questi fondamentalisti dicono che se chiedo scusa posso tornare. Ma io non
chiederò mai scusa a questi criminali."

 

Cosa puoi fare nel mondo per cercare di cambiare praticamente quello che
succede in Afghanistan?

"Io sono qui a portare il messaggio della mia gente: libertà, amore,
democrazia. Anche qui negli Stati Uniti, che stanno sbagliando politica in
Afghanistan, vogliamo che si sappia che noi vogliamo la democrazia. Vogliamo
che si smetta di sostenere i signori della guerra. Tutti gli aiuti dati al governo
vanno nelle loro tasche. Date i soldi alla gente non ai signori. Costruite
scuole, sosteneteci. Per fare un esempio, io sono arrivata al punto che non
posso neanche pagare le guardie del corpo. Quando hanno passato la legge sulla
amnestia e mi hanno buttata fuori dal parlamento, io ho detto che sono pronta
ad andare davanti ad un tribunale, ma non uno dei loro tribunali
fondamentalisti, dove non ci sarebbe giustizia. Voglio andare davanti ad un
tribunale democratico e li sfido, come donna, a incontrarli davanti ad una
corte giusta e democratica."

 

 

Se volete sostenere Malali Joya e la sua gente,
potete andare sul suo sito http://www.malalaijoya.com.