Attualità

Il profitto a costo della salute

di Gina Di Meo

Ci prenderemo cura di te... finché morte non ci separi. Non abbiamo trovato frase migliore per commentare ciò che è alla base dell'intreccio diabolico Fda, industria farmaceutica, medici.

Ma la frase dà anche
il titolo (l'aggiunta finché morte non ci separi è nostra, ndr) al documentario
"We'll take care of you" realizzato da Lattanzio Firmian e Alberto Baudo e
premiato allo Swansea International Film Festival che si svolge nel Regno Unito
per la categoria "Best Documentary".

Un filmato
terribilmente inquietante per il suo essere estremamente veritiero, attraverso
il quale Firmian, un neurologo che lavora in un importante ospedale newyorkese
e Baudo, giornalista e produttore televisivo, hanno messo a nudo l'industria
farmaceutica, l'Fda (Food and drug administration) ed il sistema sanitario
statunitense.

L'indagine prende
spunto dallo scandalo Vioxx, il farmaco contro i dolori reumatici che prima di
essere ritirato dal mercato, tra il 1999 ed il 2004 ha ucciso 60mila persone
per infarto. Come dice nel documentario David Graham, lo scienziato a capo
della sperimentazione di nuovi farmaci per la Fda: «Una cifra paragonabile al
numero dei morti causati dalla guerra in Viet Nam, ma nessuno protesta nelle
piazze, oppure come se ogni settimana cadesse un boeing per quattro anni e
nessuno dice niente».

«Solo la punta di un
ice-berg» - ci spiega Baudo mentre ci racconta com'è nato "We'll take care of
you". «Firmian - continua il giornalista - 
il mio socio nonché medico, un giorno mi ha raccontato di essere stato
molto turbato dalla vicenda Vioxx e mi ha spiegato come il sistema sanitario
americano presti il fianco ad operazioni corsare delle case farmaceutiche e di
come l'Fda che dovrebbe controllare la bontà di un farmaco in realtà non
assolve il suo compito proprio a causa di questo intreccio perverso con
l'industria farmaceutica».

Il documentario
inizia con una scena da far west, dove ci sono "Il buono, il brutto e il
cattivo", ed i buoni non sono sicuramente identificabili con le case
farmaceutiche e l'Fda, al contrario sono un pugno di coraggiosi, i cosiddetti
whistleblowers, le talpe, le gole profonde che si sono ribellate al sistema.

«I nostri
whistleblowers sono David Graham e Peter Rost, vice-presidente del settore
Marketing della Pfizer, la più grande casa farmaceutica al mondo. Sono loro che
ci hanno raccontato i retroscena che ci sono dietro la sperimentazione di un
farmaco e la sua messa in commercio».

Come avete fatto a
dimostrare la veridicità di quelle informazioni?

«Siamo andati alla
ricerca delle vittime di questo sistema, ma le storie non bastavano a
dimostrare certi fatti e visto che non potevamo certo bussare alla porta della
Merck (produttrice del Vioxx, ndr) o della Pfizer e dirgli che i loro
informatori scientifici vanno dai medici e offrono loro dei premi, siamo
riusciti ad infiltrarci in alcuni congressi medici ed abbiamo rubato le
immagini che testimoniano l'avvicinamento dei medici da parte di questi
informatori scientifici. Non abbiamo reso noto i nomi, così come non abbiamo
pubblicato tutte le immagini acquisite perché il nostro obiettivo non è quello
di colpire i singoli piuttosto esporre il sistema corrotto. Qui ci troviamo di
fronte a reati di corruzione e concussione».

Qual è il giro di
affari che ruota intorno all'industria farmaceutica?

«L'industria
farmaceutica è la seconda al mondo dopo quella delle armi, si parla di miliardi
di dollari».

Il titolo che
avete scelto, dopo aver guardato il documentario, più che essere rassicurante
"We'll take care of you", lascia letteralmente di ghiaccio...

«Sì, e pensiamo alla
promozione televisiva con la quale l'industria farmaceutica bombarda gli
utenti, è una cosa che non esiste perché i consumatori non sono medici e non
possono decidere da soli che tipo di farmaco prendere e d'altro canto gli
stessi medici sono "corrotti" e prescrivono un determinato medicinale
incondizionatamente. C'è, inoltre, la questione dei trials, che fanno
direttamente le case farmaceutiche visti gli altri costi che comportano e hanno
il diritto di rendere noti quelli che vogliono loro. Ad esempio, se su mille
pazienti tre hanno avuto un attacco cardiaco, le aziende farmaceutiche non lo
dicono, pubblicano, quindi, solo dati parziali».

Veniamo alle
responsabilità politiche in questo gioco delle parti.

«Per ogni congressman
ci sono due lobbyist farmaceutici che hanno il compito di convincerli a fare
leggi a loro favore. Sono lì a tempo pieno a Washington e visto che i politici
hanno bisogno di soldi per sostenere le loro campagne, sono finanziati anche
dalle aziende produttrici di farmaci, è come dire che la democrazia americana è
"for sale"».

Nel documentario
si parla di altri due farmaci "Premarin" per il trattamento della menopausa e
"Zolofot", un antidepressivo usato per i bambini e che ha avuto conseguenze
purtroppo tragiche.

«Per raccogliere le
nostre storie abbiamo viaggiato l'America in lungo e in largo ed abbiamo
raccolto la testimonianza di due genitori che hanno perso una figlia
adolescente. Questa ragazza non ha dato problemi fino a 16 anni, poi è andata
"in crisi", o meglio stava attraversando quel periodo caratteristico
dell'adolescenza. La famiglia si è rivolta al medico della scuola che ha
prescritto alla ragazza questo antidepressivo pesantissimo. Dopo tre giorni la
giovane ha cominciato a dare segni di squilibrio e alla fine i genitori l'hanno
trovata impiccata nel garage di casa. Dalla nostra indagine è venuto fuori un
dato inquietante, ossia gran parte degli studenti americani viene messa sotto
qualche tipo di farmaco psicotropico, i più diffusi sono quelli
per curare l'ADHD e la depressione adolescenziale. E riguardo alla famiglia
della ragazza suicida, solo dopo un anno di battaglie sono riusciti a far sì
che la casa farmaceutica inserisse nel prodotto una "black-box" dove si diceva
che tra gli effetti indesiderati poteva causare il suicidio».

Qual è l'intreccio
dietro Fda e case farmaceutiche?

«È sufficiente dire
che la maggior parte dei salari degli impiegati della Fda vengono pagati
dall'industria farmaceutica. Si potrebbe tranquillamente chiedere ad un
dipendente Fda "Ma tu per chi lavori?". Ancora più perversa è quella che si
potrebbe definire politica della "revolving door", ossia si entra in Fda,
quindi con un stipendio modesto, e si finisce a lavorare per le case
farmaceutiche con stipendi profumati. È come un'equazione matematica: gli
scienziati della Fda che devono mettere il timbro per autorizzare la messa in
commercio del farmaco, e se si comportano bene finiscono la loro carriera altrove
e con salari altissimi. Aggiungo che l'Fda quando deve decidere se un farmaco
può rimanere in commercio o meno, si appoggia ad un comitato di medici esperti,
purtroppo si è scoperto che il 75% di questi medici ha intrecci con le case
farmaceutiche».

Tra qualche giorno
uscirà nelle sale il film di Micheal Moore "Sicko", ci sono delle analogie con
i contenuti del vostro documentario?

«Non direi perché
Moore non ha detto una parola sulle case farmaceutiche. Lui se l'è presa con il
sistema delle assicurazioni ma non si è voluto esporre oltre, non è andato
contro l'industria dei farmaci».

"We'll Take Care
of You" è stato selezionato e premiato anche da altri festival, Flint, Long
Island International Film Expo, Diy Los Angeles, Everglades, Sud Africa, Declaration
of Independence, GB, DeReel, Australia ed è stato interamente autoprodotto da
Baudo e Firmian.

«È stato un servizio che abbiamo voluto
fare per la società» - ha commentato Baudo, purtroppo aggiungiamo noi,
nonostante le denunce "nessuno andrà in prigione"
come si dice nel documentario e le case farmaceutiche continueranno a
"prendersi cura di noi" alla loro maniera.