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Svevo e Joyce da Trieste a NY

di Gina Di Meo

L'atmosfera era quella giusta, il pianoforte, i fiori, gli occhiali, i libri, petali di fiori e naturalmente le sigarette e poco più distante due sedie, quelle che avremmo voluto fossero occupate da...

...James Joyce e Italo Svevo, protagonisti,
purtroppo assenti, di "Blooming Trieste... or... Joyce in the garden of Svevo".

Un ambiente letterario creato ad hoc dall'Istituto
Italiano di Cultura di New York, in collaborazione con il Centro Primo Levi,
che ha reso omaggio al top degli scrittori contemporanei e lo ha fatto a due
giorni di distanza del "Bloomsday", la festa nazionale che l'Irlanda dedica a
Joyce il 16 giugno. Una data significativa sia per lo stesso scrittore che quel
giorno, nel 1904, conobbe Nora Barnacle, sua futura moglie, sia per il suo
capolavoro "Ulysses", per il quale scelse quella data per ambientare tutti i
fatti narrati nel romanzo come giornata ordinaria di Leopold Bloom (il
protagonista) a Dublino.

Dopo i saluti ed i ringraziamenti, rivolti anche
al Console d'Italia, Antonio Bandini, da parte di Claudio Angelini, direttore
dell'Iic, Natalia Indrimi, Centro Primo Levi, Gabriella Korpf (Comunità ebraica
di Trieste) e Renata Sperandio, delegata dell'Istituto per la letteratura,
subito un tuffo nella Trieste di cento anni fa, quando vi arriva la prima volga
lo scrittore irlandese. Il video, realizzato da Giampaolo Penco, del Museo
Joyce di Trieste, ha ripercorso anno dopo anno tutte le tappe fondamentali
della permanenza di Joyce nella città giuliana, dove conosce Italo Svevo, con
il quale stringerà un rapporto di amicizia.

Il trasferimento a Trieste è l'inizio dell'esilio
autoimposto che terrà Joyce e la moglie lontani dall'Irlanda per la maggior
parte della loro vita. Inizialmente, lo scrittore riesce ad ottenere un posto
come insegnante alla Berlitz School di Zurigo attraverso delle conoscenze in
Inghilterra, ma arrivato nella città scopre di essere stato truffato e il
direttore lo manda alla Berlitz School di Trieste, che prima della Grande
Guerra faceva parte dell'Impero Austro-Ungarico. Neanche a Trieste, però, c'è
un posto disponibile, ma con l'aiuto del direttore della Berlitz, si assicura
un posto a Pola, dove insegna principalmente agli ufficiali della marina
austroungarica in una base navale. Nel 1905, il vicedirettore della Berlitz
riesce a far trasferire Joyce a Trieste.

Di Svevo ha parlato Victor Brombert, professore
emerito all'Università di Princeton, con "Svevo at the crossroads of Trieste".
Brombert ha spiegato quanto Svevo, pseudonimo di Hector Aron Schmitz, fosse
legato alla città che egli chiamava "La bella Trieste", e poi si è soffermato
sulle tappe principali della vita dello scrittore, il matrimonio con Livia
Veneziani, l'incontro con James Joyce, suo insegnante d'inglese, l'accostamento
alla psicoanalisi freudiana e, non da ultimo, il suo essere ebreo.

L'omaggio a Joyce e Svevo si è
concluso con la lettura da parte di Beth Archer Bromber, autrice di biografie e
traduttrice, di un passaggio, da lei stessa tradotto, tratto dal romanzo
"Senilità" di Svevo e di altri passaggi tratti da "Memoir of Italo Svevo" di
Livia Veneziani, "James Joyce" di Stanislaus Joyce, "Finnegans Wake" di James
Joyce, "La coscienza di Zeno" di Italo Svevo e letti dagli attori Jane House e
Robert Zukerman.