Arte

L’esposizione d’arte internazionale diretta dall’americano Robert Storr: pensa con i sensi, senti con la mente

di Francesco Galluccio

Ha preso il via la 52ª Esposizione d'Arte Internazionale della Biennale di Venezia, manifestazione che dilaga ben oltre i luoghi canonici dei Giardini di Castello e dell'Arsenale, sede della mostra principale, per addentrarsi anche nel centro storico cittadino.
Già dal titolo: "Pensa con i sensi, senti con la mente", si intuisce che quello affidato alla cura di Robert Storr, primo direttore statunitense nella storia della rassegna più famosa del mondo aperta al pubblico dal 10 giugno al 21 novembre 2007, è un progetto ambizioso.
"Una mostra che guarda al futuro e non al passato" dice Storr.
Sempre secondo Storr, l'Arte è l'unico linguaggio espressivo "capace di connettere i diversi aspetti della complessità dell'uomo".
Ecco quindi spiegato perché, tranne rare eccezioni, tutti gli artisti presentati in mostra sono vivi e attivi e nei rari casi in cui essi non lo siano, le loro opere testimoniano comunque una vitalità che le rende più che mai attuali. "Diversi per provenienza e prospettiva temporale, sono loro a coniugare, tra loro e per noi, il tempo presente dell'arte. Gli unici artisti non viventi in mostra sono scomparsi per una morte prematura o improvvisa; le loro opere sono state comunque incluse in quanto conservano una freschezza e un impatto che le imprime nella mente dei loro compagni di strada e del pubblico".
La mostra centrale, allestita alle Corderie e Artiglierie dell'Arsenale e nel Padiglione Italia ai Giardini della Biennale, presenta un centinaio di artisti provenienti da tutto il mondo.
Si tratta di personalità che si esprimono con tutti i linguaggi dell'arte, senza gerarchie, anche con il video e la fotografia, oltre che con la pittura e la scultura. Molti sono giovani e poco noti ma vi sono anche figure di rilievo internazionale, come per esempio: Louise Bourgeois e Gerhard Richter, Bruce Nauman e Sigmar Polke, Ilya Kabakov, Sol LeWitt e Jenny Holzer, per citarne solo alcuni.
Da segnalare la mostra omaggio a Emilio Vedova, scomparso nell'ottobre dello scorso anno, allestita nel "restituito" Padiglione Venezia ai Giardini della Biennale.
All'Arsenale ha trovato invece sede permanente dal 2006, nell'ambito della 10. Mostra Internazionale di Architettura, il nuovo Padiglione Italiano, che debutta quest'anno con una mostra a cura di Ida Gianelli, costituendo una delle novità principali di questa 52. Biennale d'Arte.
Il caso dell'Italia è molto particolare perché, dopo aver rinunciato al suo padiglione storico per ospitare la mostra internazionale, ha finalmente riavuto, dopo molte proteste, un suo specifico spazio.
La curatrice, per rappresentare la scena artistica italiana attuale, ha scelto due artisti molto diversi tra loro quali: Giuseppe Penone (1947) e Francesco Vezzoli (1971).
Il primo, protagonista storico dell'Arte Povera, partecipa con "Sculture di linfa", un'installazione ideata proprio per questo spazio, composta da enormi sculture di legno e marmo e da disegni.
"Spazi coperti dalle mani, spazi svuotati dalle mani. Lo spazio della scultura riempito di linfa. Il flusso della mano che scorre sulla corteccia degli alberi, che rivela la forma del legno e le vene del marmo".
Il secondo con "Democrazy", una provocatoria video installazione che prende spunto dalle imminenti elezioni presidenziali americane del 2008.
Il progetto si articola nella produzione di una vera e propria campagna elettorale, proponendo al pubblico uno scontro tra due ipotetici candidati. "Due spot elettorali, capitanati da Mark McKinnon (primo consigliere della campagna elettorale di George W. Bush nel 2004) e da Bill Knapp (portavoce di Bill Clinton nella corsa alla Casa Bianca del 1996), contrapporranno due identità, due diverse visioni politiche ed umane, evidenziando le strategie della comunicazione elettorale e sollevando interrogativi su come la fama, il potere dei media e la manipolazione della verità possano sconvolgere il significato di ‘democrazia' ".

"Pur appartenendo a generazioni diverse - spiega la curatrice Ida Gianelli - e impiegando linguaggi difformi, i due artisti sono entrambi protagonisti dell'arte contemporanea ed esprimono la profondità e la ricchezza della contemporaneità".

Il loro fine è molto simile: creare forme d'arte che valgano come pensieri critici sull'esistente.

La Biennale tuttavia è fatta principalmente dai paesi stranieri che quest'anno raggiungono un record perché sono ben settantasette e risultano disseminati in varie sedi temporanee nel centro storico della città, con la partecipazione, per la prima volta, di Paesi quali l'Azerbaijan ed altre piccole repubbliche dell'ex Unione Sovietica e con diversi esordi, tra cui un paese sulla difficile via della pace e della ricostruzione come il Libano.

Molto interesse suscita anche la presenza della Turchia - con un Padiglione nazionale e la mostra riservata all'arte africana contemporanea, dal titolo: "Check List Luanda Pop" della Sindika Dokolo African Collection of Contemporary Art, che Storr ha fortemente voluto, con un progetto selezionato da un equipe di esperti scelti e nominati personalmente da lui.

Singolare è poi la piccola ma preziosa mostra dedicata a Malik Sedibé, al quale è stato assegnato il Leone d'oro alla carriera, la prima volta di un africano e ad un fotografo.

L'ossatura della grande kermesse rimane tuttavia quella dei padiglioni stranieri ai Giardini.

Tra questi vanno segnalati la Gran Bretagna, che ospita la trasgressiva Traceyu Emin; la Francia, che presenta Sopie Calle; la Serbia, che espone Mrdjan Bajic scelto da un grande artista quale Vladimir Velickvic; ed infine gli Stati Uniti che hanno allestito una bella ed importante retrospettiva del prematuramente scomparso Felix Gonzales-Torres (1957-1996).

"Questa mostra - spiega Storr - si fonda su un atteggiamento di base nei confronti dell'arte, rivolto a supporre che le dicotomie analitiche tra il percettivo e il concettuale, tra pensiero e sentimento, piacere e dolore, intuizione e riflessione critica, troppo spesso oscurano o negano la presenza complessa di tutti questi fattori nella nostra esperienza del mondo, nonché la presenza di tutte queste dimensioni nell'arte che ne deriva. Ogni opera sarà lì a parlare per sé. Insieme, le corrispondenze tra le opere - che siano esse armoniose o dissonanti - solleciteranno l'attenzione del pubblico, io credo, verso la diversità di emozioni, materiali, temi e modi di coinvolgere il visitatore, che caratterizzano opere d'arte create in linguaggi diversi, e tutti, ciò nondimeno, coniugati al presente".

E' da segnalare, inoltre, il progetto: Grand Tour 2007.

La Biennale di Venezia ha dato il via, quest'anno, ad un dialogo progettuale con altre importanti manifestazioni europee quali: Art 38 Basel, Documenta 12 e Skulptur projekte münster 07.

Venezia, Kassel, Münster e Basilea hanno difatti aperto insieme un sito (http://www.grandtour2007.com/) dove ogni visitatore potrà trovare quanto necessario per prenotare voli hotel e semplificare così l'organizzazione personalizzata di un viaggio verso le più grandi esposizioni d'arte contemporanea del mondo. L'obiettivo è  quindi un ideale Grand Tour Europeo.