Cinema

Veramente "Made in Brooklyn"

di Natasha Lardera

La serie dei Sopranos è finita da poco, ma alcuni di loro li vediamo già apparire in progetti nuovi. Tra i tanti, il film che ha aperto il Brooklyn Film Festival e lo ha lasciato con un...

...premio per la miglior produzione, Made in Brooklyn di
Luca Palanca.

Il regista, attore, sceneggiatore, e produttore è
fiero di ricordare che, "Il mio film è stato scelto tra 5000 film di ben 79
paesi per aprire il festival."

Figlio di un fruttivendolo di origini italiane di
Prospect Park West cresciuto sognando di conquistare Hollywood, Luca, spostatosi
da Brooklyn per fare il cameriere a Los Angeles, vive con il motto, "bisogna
fare dell'intrattenimento vero," sulle labbra. Tutto è iniziato anni fa quando
Palanca decise appunto di spostarsi sulla costa ovest con una valigia piena di
progetti. La fortuna lo portò a lavorare in una pizzeria non comune,
nostalgicamente chiamata Mulberry Street, di proprietà di Cathy Moriarty,
attrice apparsa nel film Ranging Bull con Robert De Niro. Qui Luca
riesce a prendere produttori e altri addetti del lavoro per la gola e a crearsi
un network di conoscenze di un certo livello. "Sarò sempre grato a Cathy che mi
ha incoraggiato a sognare e mi ha presentato a molte persone," dichiara il
regista.

Nel 1999, insieme all'attore Peter Dobson, Palanca
realizza un cortometraggio, Choose Life, una presa in giro degli hit men
italoamericani. Il corto riuscì ad arrivare, nel 2000, al festival
dell'indipendent per eccellenza, Sundance, e ad essere comprato per $250,000 da
un produttore importante che lo vorrebbe sviluppare in un lungometraggio. Al
momento, il corto, un mix tra il film ed il video musicale, è ancora nel "Limbo
Cinematografico", ma è anche l'ultimo episodio dei quattro che formano Made
in Brooklyn.

Dopo il successo ottenuto a Sundance, Luca è
riuscito a trovare dei produttori, Jon Sheinberg di The Machine e Malek Akkad
della Paranormal Films (famosi per la serie dei film horror Halloween),
che gli hanno commissionato altri tre corti. "Ho fatto di tutto per
riuscirci, eccetto prestazioni sessuali," scherza Luca, "ma poi mi hanno dato
controllo creativo totale e un budget limitato (sotto al milione di dollari).
Ho girato sulle scale della casa di mia mamma a Prospect Avenue. Amici,
parenti, vicini di casa e di quartiere, poliziotti e pompieri, attori
professionisti e non, hanno partecipato con un entusiasmo tipico della gente di
Brooklyn alla realizzazine di un film che li prende in giro, ma con tanto tanto
amore. "Brooklyn ha aiutato a fare Made in Brooklyn," dichiara Luca, "E
quando poi siamo andati a girare a Staten Island i parenti di quelli di
Brooklyn ci hanno aiutato. E' stata produzione familiare all'ennesima potenza...e
mia mamma, anche lei di origini italiane, ha cucinato per tutti." Classico...

"Ognuno a Brooklyn ha una sua storia da
raccontare, noi ne abbiamo 4," ci spiega Palanca. Ciascuna indipendente legate
solo dalla presenza di una bambina che vende limonata per la strada. Il primo
episodio, Let it go, ispirato ad una storia vera, ci presenta Dom (l'ex
Soprano Michael Rispoli), il bravo ragazzo del quartiere, che aiuta la vicina
di casa Mary (Irma St. Paule), un vecchietta un po' imbranata, a cercare le
chiavi apparentemente perse. Accettato il fatto che queste siano sparite Dom si
dedica, trascurando i suoi impegni per la giornata, a sostituire la serratura della
casa di Mary...ma la vecchietta non si rassegna e continua a cercare la vecchia
chiave, causando così un attacco di nervi al poveretto. "Una specie di
barzelletta, ma scena tipica della zona, dove tutti si aiutano," spiega
Palanca.

Happy Birthday Joe ritrae
invece due killer di Brooklyn che hanno testimoniato contro la mafia locale e
siccome sono nel programma di protezione dei testimoni devono adattarsi alla
vita banale di un paesino Upstate NY. Mentre in Wood, un gruppo di 4
amici, tra cui Palanca e Dobson, lasciano la neighborhood per la prima volta in
35 anni per andare in campeggio. Le avventure che li aspettano sono talmente
divertenti e addirittura demenziali che si fa fatica a credere che anche questo
episodio sia ispirato ad una storia vera...ma così è.

Si termina poi con Choose Life il vecchio
corto che ha portato Luca a farsi conoscere.

Questi 4 episodi scritti da Palanca ispirato dalla
vita di quartiere, sono state tradotte sullo schermo grazie all'aiuto di altri
4 registi: Gregory Alosio, Sharon Angela (Rosalie Aprile dei Sopranos), Jeff
Mazzola, e Joe Tabbanella. Il film cattura l'essenza di Brooklyn, della sua
gente, della vita di ogni giorno e dell'ironia che la caratterizza.

Palanca, che sta lavorando al
prossimo progetto, ha un consiglio per chi, come lui, sogna Hollywwod;"Non
abbandonate mai i vostri sogni,e siate sempre gentili con le persone. Dopo 100
disgraziati poi si incontra una persona vera che può aiutarvi e trasformare la
vostra vita. Quindi non bisogna essere pessimisti, prima o poi si riesce a
sfondare se lo si vuole veramente. E non bisogna mai dimenticarsi delle proprie
radici, specialmente se si è di Brooklyn."