Libera

Un'anima intonata ai vestiti

di Elisabetta de Dominis

La tracotanza neppure gli dei apprezzano" scrive Sofocle. Questa frase mi ha fatto venire in mente Paris Hilton. Non conosco la signorina e, dunque, so di lei quanto ho appreso dai...

...giornali e da una comune conoscente: arrogante, presuntuosa, vanagloriosa, superba, proterva, insolente, tracotante, prepotente, tronfia, sprezzante, menefreghista, sconsiderata, sventata, vanesia, boriosa, leziosa, affettata, sussiegosa, megalomane... scema, ma furba.

Tutti sinonimi ma con diverse sfumature, che lei sfoggia come gli innumerevoli vestiti colorati, oppure conseguenze comportamentali di chi è arrogante. L'arroganza è un'ostentazione di superiorità, una falsa attribuzione di quello che non si ha. Ma la signorina in questione ha un patrimonio e la sua presunzione di superiorità si baserebbe su un dato reale: il suo status sociale.

Mi ha colpito quanto ha scritto Christopher Hitchens (distribuito da The New Times Sindacate al Corriere della Sera) in difesa di Paris Hilton: "La nostra giovane ereditiera va lasciata libera di vivere la vita che ha avuto in sorte". Siccome la sorte le ha arriso, è ricca, se la deve godere come le pare facendo l'arrogante, ecc. Mi sembra che Hitchens come avvocato difensore sia superficiale quanto la sua assistita, perché in fin dei conti le dà ragione, giustificandola ‘a causa' del suo status. Quasi che l'avere, oltrettutto non per suo merito, fosse equiparabile all'essere: una virtù.

Siamo d'accordo che i mass media l'hanno trattata in modo spietato: "Piangi, bambina" ha titolato lo Star. Ma non si può liquidare l'argomento, sostenendo che tanto "il linciaggio è da sempre un rito di successo", se non ci si chiede perché la signorina è stata linciata così di gusto. Se non si analizza a monte il problema.

Un problema vecchio come il mondo, visto che l'arroganza è nata con la nascita del sistema sociale e la conseguente divisione in classi, perpetrata da chi deteneva il potere.

Scrive Seneca: "Gli dei vendicatori seguono da presso l'arroganza". Ecco qua la spiegazione: la vendetta si abbatte su chi è arrogante. Su chi, con il suo comportamento altezzoso e sprezzante, genera invidia e odio in quanti non possono trovarsi alla medesima altezza quanto a ricchezza e/o potere.

"Tronfio per il suo denaro" e "più superbo di un pavone" sono osservazioni già di Orazio e di Ovidio: niente di nuovo, dunque, sotto il sole. Solo che chi si trova baciato dalla fortuna, dovrebbe avere ‘timor di Dio', ossia temere di perdere la propria fortuna, come la storia insegna. E ringraziare ogni giorno gli dei, Dio o chi preferisce, manifestando sempre rispetto per il prossimo.

"La virtù non è superba" scrive Cicerone. Ma la virtù è intelligenza, mentre "ignoranza ed arroganza son due sorelle individue in un corpo e in un'anima sole" sottolinea Giordano Bruno. E anche per Cellini "la presunzione è vestita d'ignoranza", come per Carducci il quale nota che "cresce di grado in grado che nell'ordine degli studi si scende".

La povera Paris Hilton non è un caso isolato, ma rappresenta il prototipo di una classe diventata ricca senza fatica, merito, bravura, cultura. La cultura non servirà a niente, ma serve a mantenersi umili e a non farsi linciare appena si cade dalla scala. Il poliziotto che l'ha multata, il giudice che l'ha condannata hanno esercitato secondo giustizia il loro potere, ma questo esercizio è comunque esplicazione della posizione sociale che gli conferisce il potere coercitivo. Forse se non fosse stata così in vista, avrebbe prevalso sulla legge l'indulgenza umana. Da sempre a un "Lei non sa chi sono io" l'altro, provocato, risponde imbestialito e non più umano: "Ma chi ti credi di essere? Adesso ti faccio vedere chi sono io!"

In Paris molte ragazzine stupidotte si identificavano, speriamo che la lezione subita serva anche a loro.

Altrimenti sono condannate a diventare "signore che indossano un'anima intonata al proprio vestito" e che godono del "piacere delle cose non meritate", come le descrisse sarcasticamente Leo Longanesi più di mezzo secolo fa. Donne inutili.