Italiani in America

Vini e motori: il successo degli Arciero

Generoso D'agnese

Il primo impatto con l'America avvenne nel 1939, quando nel Vecchio Continente stava per andando in scena il primo atto della tragedia della Seconda Guerra mondiale. Francesco e Filippo Arciero si stabilirono...

...a Detroit e a soli e per il primo iniziò la vita di lavoratore italiano.

Frank Arciero oggi è un manager della velocità, un appassionato di bolidi da corsa e un pilota apprezzato. Ma per arrivare a questo traguardo ha dovuto superare numerosi ostacoli, a partire proprio dal distacco dal suo paese natale. Gli Arciero infatti lasciarono Sant'Elia Fiumerapido, nella Ciociaria e si unirono al padre Giovanni che negli Stati Uniti ci era arrivato nel 1914. Il nucleo familiare si riunì in varie tappe e solo nel 1948 si completò con l'arrivo della madre Cristina.

Nello stesso anno, Frank e Phil si trasferirono in California come operai specializzati nel campo dell'edilizia. Il caldo sole della California scaldò anche i loro progetti e nel giro di poco tempo i due fratelli si ritrovarono come imprenditori nella produzione di cemento. Oculati e infanticabili, i due fratelli della provincia laziale, trasformarono in poco tempo la loro piccola azienda nella più grande nel settore della cementificazione, espandendo la propria attività a quello delle costruzioni commericali e industriali. Il successo manageriale non intaccò però di una virgola le tradizioni familiari degli Arciero, che negli Stati Uniti esportarono anche la loro capacità di provvedere ai fabbisogni agricoli. L'olio e il vino di casa Arciero proveniva sempre da olivi e da uve coltivate direttamente dal clan familiare, sulle dolci colline californiane tanto simili a quelle italiane. A Paso Robles le cantine Arciero divennero sinonimo di ottima vinificazione, aprendo un'ulteriore branca delle numerose attività produttive della famiglia.

Vero e proprio punto di riferimento per il resto della famiglia, Frank Arciero continua ancora oggi a programmare le sue giornate con lo stesso ritmo di quando era giovane. Lavora dal mattino alla sera, senza dare segni di cedimento e meritandosi il titolo di capofila dell'azienda familiare. Trasformatosi negli anni in appassionato viticoltore, Frank dispone oggi di 900 acri di terreno coltivato a Cabernet, Pinot Grigio, Sauvignon, Merlot e Moscato Canelli e distribuisce il suo vino (attraverso la California Wine and Spirits e la Vernon Underwood) in tutti gli angoli degli Stati Uniti. Nel suo ranch "alfa alfa" situato nel sudest della California, Frank Arciero condivide però un'altra grande passione con diversi membri del suo clan italo-americano.

Il mondo delle corse ha infatti sempre attratto questo businessman dalle mani callose e dalle felici intuizioni manageriali. Il suo esordio su un bolide avvenne nel 1957 e negli anni si è sempre nutrito di ottimi risultati. Indianapolis divenne un appuntamento fisso per il pilota Frank e il suo racing team ma negli anni l'esigenza di seguire anche gli affari lo indussero a scegliere di affidare le proprie auto ad altri piloti. Nella scuderia degli Arciero - la prima Indy car venne costruita nel 1981 -  arrivarono pertanto nomi altisonanti dell'automobilismo americano, a partire da Al Unser, vera leggenda delle corse. Bobby Unser, Parnelli Jones, Dan Gurney, Michael Andretti, Kevin Cogan e John Jones hanno arricchito la squadra di Arciero con le loro vittorie in migliaia di corse rendendo il team un vero e proprio punto fermo nel mondo della velocità.

A partire dal 1987 i  figli  di Frank Arciero, Frank jr. e Albert e il nipote Ryan hanno portato il loro personale contributo ai successi automobilistici della scuderia di famiglia che le sue auto le costruisce a Yuba City in California.

Affidata al fratello Phil e ai suoi figli Phil Jr. e Karen la sezione delle costruzioni, l'impero Arciero ha trovato nella vinificazione più di una semplice emanazione dell'impresa originaria. La cantina degli Arciero, con le sue tenute è diventata il punto di riferimento per gli appassionati degustatori di vino pregiato. Anche se per Frank Arciero, ancora oggi, le auto da corse rappresentano una irresistibile sirena e un particolarissimo elisir di lunga vita.