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PASSEGGIANDO NELLA CAPITALE A NEW YORK. Muriel Oasi: scatti della Roma che vive

di Silvia Forni

Sul muro della piazza del Quirinale un ragazzo traccia nell'aria un gesto, come ad indicare un punto nell'orizzonte. E' la prima delle fotografie che ho scelto per iniziare il percorso della mostra che ho immaginato...

...sul cuore di Roma, una passeggiata che
si ferma davanti al palazzo delle Esposizioni, sulla scalinata dove piange una
ragazza, poi attraversa il traforo, per sbucare su una piazza di Spagna
notturna, con le palme, la luna, i venditori ambulanti adornati di lustrini
natalizi".

Così Muriel Oasi
introduce la sua mostra, "Passeggiata romana", presentata all'Istituto
Italiano di Cultura martedì 10 luglio alle 6 pm. Un percorso formato da trenta fotografie, sia in
bianco e nero, che a colori, scattate tra le strade di Roma, la città dove Oasi vive. L'artista prende in considerazione luoghi, come Piazza
del Popolo, via Margutta, Villa Borghese, da una prospettiva diversa. Il suo
lavoro rappresenta il modo in cui Oasi vede il mondo, le persone, le
situazioni, con una ottica non da turista, ma da persona che vive in quel luogo
ed è profondamente legata ad ogni suo prezioso momento.

Muriel una fotografa specializzata in ritratti di
scrittori e nella sua carriera ha collaborato nelle diverse edizioni del
calendario chiamato "Le fate Sapienti", legato alla associazione librai
italiani, o "Ali". Nel 2005 l'artista ha esibito la serie completa delle
fotografie in "Passeggiata romana" alla libreria Angelica di Roma e per questa
mostra a New York le foto sono state selezionate tra i numerosi scatti
dell'artista. Oasi esplora Roma con occhio incuriosito gioioso, romantico e
solitario. La "passeggiata" diventa un percorso personale di Muriel, un
documentare la vita romana e la sua gente nel più semplice dei modi,
osservandola.

L'artista ha ripreso
più volte i mimi che si trovano in ogni angolo della strada, personaggi famosi
fotografati ignari, ragazzi che giocano, litigano, piangono, si ritrovano. Per
i suoi scatti ha scelto una macchina fotografica per eccellenza, la "Leica",
leggera e maneggevole, che anche in condizioni precarie di luce riesce a
scattare meravigliose fotografie. Il percorso di Oasi si riassume nel dettaglio,
nel ricercare gesti, appunti, situazioni, che durano anche pochi secondi, ma
raccolgono tutta l'intensità del momento.

Spesso, quando le
persone vivono nella stessa città per molto tempo, non si rendono più conto
delle sue bellezze ed è qui che l'artista si è
soffermata, fotografando ogni splendore della città, dallo sconosciuto
sorridente, alla piazza illuminata di notte, al parco, al mimo e, nonostante
l'abitudine quotidiana nel vedere queste cose con una certa routine,
Oasi ha saputo catturare lo splendore dei colori e le trasformazioni di Roma, facendola diventare, per un giorno,
una metropoli "senza automobili e traffico". Lo stile di Muriel è quasi una
cronaca personale, un lasciare una impronta ed una magia che passano
dall'obiettivo, alla carta, alle persone presenti alla mostra.

Con la disinvoltura e
la sicurezza di chi conosce bene un luogo, la fotografa si permette di cogliere
un gesto, uno sguardo, un rifugio nel parco, con l'obiettivo puntato su
cittadini anonimi che fanno la storia della città.

Le fotografie a colori
presentate alla mostra rimangono di un tono molto simile le une dalle altre,
mentre il bianco e nero talvolta cambia improvvisamente dando un contrasto
netto in alcuni scatti, come per far risaltare i personaggi ritratti in primo
piano, ma a volte ricadendo, forse volontariamente, più su tonalità di grigio.