Che si dice in Italia

La paura dello straniero

di Gabriella Patti

Si vive meglio in Italia o negli Stati Uniti? Un'amica americana mi segnala che, meno di un paio di settimane fa, il New York Times ha pubblicato una rubrica su questo argomento,...

...vecchio ma sempre di attualità. Sono andata a cercare l'articolo su internet. Timothy Egan, columnist vissuto per un periodo in Toscana, giunge alla conclusione: "Gli italiani vincono in sanità, famiglia e cibo. Gli Usa in tolleranza razziale e opportunità di carriera e di lavoro". Giusto, non avrei nulla da obiettare. Ma quella questione sulla intolleranza razziale degli italiani brucia. Anche perché l'amica ironizza: "Ma come, voi italiani non eravate la celebre ‘brava gente' con il cuore in mano?". Il fatto è che Egan - dopo avere tessuto l'elogio del sistema medico assistenziale italiano ("Tutto gratis e il medico ti viene persino in casa, impensabile in America") e sui lunghi periodi di vacanza che noi ci concediamo ("42 giorni all'anno, quando all'americano medio va bene se riesce a farne 13") ha messo il dito nella piaga: "E' stato sorprendente scoprire dei toscani, solitamente colti e seri, denigrare gli emigranti".

E' vero, purtroppo. Un paio di giorni fa, rincarando la dose, la stampa italiana ha sottolineato grandi città, come Milano ad esempio, "tollerano sempre di meno gli stranieri". Si potrebbe, sia pure con un certo imbarazzo, liquidare la questione ricordando che è la prima volta che l'Italia, fino a qualche decennio fa terra di emigrazione, si trova ad essere invece meta ambita di immigrazione, presa d'assalto da uomini, donne, bambini dell'Est Europa e del Nord Africa in cerca di migliori condizioni di vita. Ma c'è dell'altro, ho cercato di spiegare all'amica. "L'America - le ho detto - non è solo una grande nazione che è diventata tale proprio grazie all'apporto degli emigranti provenienti da ogni parte del mondo. E' anche una nazione che ha sempre cercato e continua a cercare di ‘selezionare' in un qualche modo gli ingressi. Il problema degli illegal aliens lo avete anche voi, eccome. Ma, in linea di massima, si tratta di persone che cercano di mantenere un basso profilo, di non farsi notare, soprattutto dalla polizia".

Il punto è proprio questo, credo. L'Italia - a dirlo sono le cronache quotidiane - ha un problema di criminalità crescente. Dovuto in buona parte agli immigranti che entrano illegalmente e, quando vengono allontanati, ritornano senza alcun problema. Ora, poi, dai nuovi paesi membri dell'Unione europea - Romania in particolare - chiunque può entrare senza più alcun controllo. Risultato: scippi, furti, e anche di peggio in veriginosa ascesa da parte di piccoli rom, gli zingari. Che per di più, essendo minorenni, non possono nemmeno essere puniti. Qui non è questione di essere "buoni" o "cattivi", di pensarla politicamente a "sinistra" o a "destra". Tant'è che Filippo Penati presidente, "di sinistra" della Provincia di Milano ha protestato chiedendo misure urgenti. Vista la gravità dell'emergenza ha portato la questione fino all'Unione europea. Ottenendo un primo successo: Bruxelles ha decretato con una direttiva urgente che "i cittadini dell'Unione che, dopo tre mesi di soggiorno in Italia non hanno lavoro e mezzi per vivere saranno allontanati". Ecco, cara amica, credimi: noi italiani siamo sempre "brava gente". E' solo che non vogliamo - comprensibilmente, no? - vivere nel pericolo che una tranquilla passeggiata per strada si concluda con un'aggressione. Non ci siamo abituati. E non vedo perché dovremmo abituarci.