La mostra a Milano dedicata a Julian Schnabel, “Painting 1989-2006”: il principe viola e l’Alfa rosso fuoco

Il principe azzurro sarà viola l'estate 2008. Viola dalla testa ai piedi. Così l'ha vestito lo stilista Roberto Cavalli, nella sfilata del 25 giugno, e così si è presentato l'artista Julian Schnabel all'inaugurazione...

...della sua mostra
"Paintings 1978 - 2006", presso la Rotonda di via Besana a Milano, il giorno
dopo. Solo che era in pigiama. Schnabel veste solo i pigiami che disegna sua
moglie, notte e giorno. Ma è Schnabel, può permetterselo. Trova comunque una
folla di "critiche d'arte" adoranti. Qualsiasi cosa indossi o non indossi.
Proprio come Cavalli, assediato alla festa dopo sfilata da miriadi di starlette
o aspiranti tali, interessate più a lui che ai suoi giovanissimi modelli di
viola vestiti. E' la fama, bellezza.

Schnabel però ha avuto occhi solo per la signorina
Elda, come lui l'ha chiamata. Non la vedeva da trent'anni, ma l'ha riconosciuta
nonostante i capelli bianchi. Poi commosso, ha spiegato in italiano: "Io,
giovane, a Milano, senza soldi, senza amici, sono entrato in un negozio di
occhiali in Corso di Porta Romana, siamo diventati amici e lei mi ha molto
aiutato. Mi ha presentato il conte Panza di Biumo, il più importante
collezionista d'Italia..."

Spiega come lavora e rivela il genio: "Non faccio
mai prove per i miei quadri, nei miei film. Traduco la parte degli attori nella
loro lingua, ma non sanno cosa succederà: devono reagire alla realtà. Non c'è
recitazione. Ugualmente nella pittura io reagisco agli oggetti che trovo. Il
bello del dipingere è che, quando dipingo, nessuno deve sapere quello che sto
pensando, nemmeno io. Posso lavorare per un po', andare a casa, tornare a
dormire, e il giorno dopo decidere se quello che ho fatto mi piace o no. Non
sto illustrando quello che conosco, sto cercando di scoprire. Vedo cose,
qualche volta mi limito a indicarle. Anche quando faccio un film, indico
semplicemente una possibile varietà di situazioni. Qualsiasi tipo d'arte è un
atto di pace. Vale la pena di essere vivi".

Schnabel ha dato il via a La bella Estate
dell'Arte
, (www.comune.milano.it), che fino a settembre
animerà in contemporanea le principali sedi espositive milanesi con opere di
importanti artisti internazionali (dal Quarto Stato di Pellizza da Volpedo alla
Demoiselles d'Avignon di Picasso, a Balkenhol, Theimer, Botero, Ferroni,
Lodola, Cavaglieri, Giò Ponti), concerti (Berlin di Lou Reed, diretto da Julian
Schnabel), spettacoli teatrali (Black Water del coreografo e danzatore
giapponese Saburo Theshigawara) e film (tratti dai romanzi di Alberto Moravia).

Un'estate "infuocata" dunque, ben simboleggiata
dalla fiammante Alfa 8C Competizione, parcheggiata all'ingresso della "Besana".
Altro che principe azzurro o di diverso colore vestito, è con questa opera
d'arte a quattro ruote che sarei fuggita volentieri. "Con un'auto così - mi ha
insegnato il figlio decenne di un'amica - puoi conquistare chi vuoi..."

Invece me ne sono ritornata in albergo. Ma un
albergo con un personale speciale, che mi ha cortesemente lasciato a
disposizione la camera fino alle 17. L'hotel Executive
(www.hotel-executive.com) fa parte della catena Atahotels, che annovera diverse
grandi strutture a quattro e cinque stelle a Milano. Il che permette di trovare
sempre posto in una città trafficata come questa. L'Executive dispone di camere
davvero ampie, arredate in  boiserie e
con bagni forniti di ogni necessità (casomai si arrivasse senza valigia, come
mi è capitato con l'Alitalia in Sicilia...). Eppoi anche in mancanza di un
principe azzurro, il risveglio è dolce con l'ottima pasticceria servita al
breakfast.