Personaggi

Ombretta degli artisti

Ombretta Agrò Andruff
di Ilaria Costa

La intervistiamo mentre è indaffaratissima negli ultimi preparativi per Scope Art Hamptons, la fiera d'arte contemporanea più trendy dell'estate, aperta al pubblico dal 27 Luglio ad East Hampton.

Ombretta Agrò Andruff, nata a Torino nel 1971, vive a New York City dal 1998 dove lavora come critica d'arte, curatrice indipendente di mostre e gallerista. Da donna dinamica con una passione genuina per l'arte contemporanea, il suo essere gallerista d'arte è ormai gestito negli spazi virtuali, dove oggi la si può incontrare accedendo alla sua "Galleria Virtuale" attraverso il portale costituito dal sito www.ombrettaagro.com

Cosa significa essere una "gallerista" virtuale e perché hai iniziato questa carriera?

"Da sempre ho lavorato per diverse istituzioni, gallerie private e musei, sia in Europa che negli Stati Uniti, curando mostre, eventi ed organizzando fiere d'arte contemporanea e venues internazionali. Ma ormai ero arrivata ad un punto nella mia carriera in cui non ce la facevo più a confinare la mia libertà creativa nei compromessi inevitabili di chi lavora per un'istituzione. Nello stesso tempo però non ce la facevo a lasciare il campo dell'arte contemporanea, che è da sempre la mia passione e la mia vita. Non ho avuto altra scelta allora se non crearmi una mia nuova identità: ho assunto quella di curatrice indipendente e mi sono quindi proposta come free lance nella doppia veste di curatrice e di dealer di artisti contemporanei.

La mia Galleria ora è nel web ed ad essa ci si accede da ogni angolo della terra attraverso la porta del mio sito. In questo modo mi sono svincolata dalla fisicità di una galleria materiale e, non dovendo pagare l'affitto per uno spazio fisico dove esporre i miei artisti, posso viaggiare e scoprire per il mondo quelli che decido poi di rappresentare e portare qui sul mercato di New York.

Operando in una prospettiva globale, sono affascinata dall'idea di costruire ponti tra culture diverse, di rendere possibile la visibilità del lavoro di artisti emergenti presso un pubblico il piú ampio ed internazionale".

Qual è il tuo ruolo nell'ambito della fiera Scope Art Hamptons 2007?

"Occorre premettere che Scope Art Hamptons è una Fiera d'Arte Contemporanea nata nel 2005 che si tiene negli Hamptons in estate; quest'anno se ne tiene la sua terza edizione.

Scope Art è nata come fiera molto "aggressiva", per dare visibilità a gallerie e giovani artisti con un price point che non superava i 5.000 $; agli inizi però, perché ora il price point si é alzato di parecchio.

Scope Art Hamptons è una delle poche fiere che accetta situazioni ibride come la nostra di curatori/dealers privi di uno spazio fisico. Essendoci offerta questa possibilità il mio ruolo nella fiera è quella di partecipare con i lavori gli artisti che rappresento. Il nostro approccio curatoriale è orientato verso mostre "tematiche", per raggiungere non solo un gruppo ristretto e selezionato di collezionisti e professionisti dell'arte, ma anche un pubblico più vasto. Rappresentiamo artisti che si esprimono con diversi linguaggi espressivi e media: pittura, video e fotografia, scultura e performance".

Quali sono i criteri con cui scegli gli artisti che decidi di rappresentare?

"In un primo momento è una scelta epidermica, istintiva, quasi animale. E' un emozione, o forse semplicemente una reazione, anche non necessariamente positiva; un qualcosa però di forte che ti spinge ad indagare, ad approfondire. In un secondo momento poi, con calma, razionalizzo le prime sensazioni cercando di ricondurle ad una forma maggiormente intellegibile. Ecco, credo che questo sia proprio il mio maggiore valore aggiunto: in questa fase rendo l'opera di quell'artista leggibile e appunto per questo anche vendibile.

Ma l'aspetto nodale rimane comunque e sempre la relazione personale con l' artista che si decide di rappresentare, la fiducia reciproca, l'affinità di carattere e la condivisione di valori".

L'aspetto che trovi più stimolante nel tuo lavoro?

Di sicuro l'aspetto che adoro del mio lavoro è la parte creativa, di relazione, di scoperta di nuovi artisti, il rapporto diretto con loro, le studio visits alla ricerca di novità, anche quando ti imbatti con artisti con grandi ego. Si, questa è decisamente la parte più stimolante del mio lavoro: venire a contatto con gli artisti e con le loro realtà, la trepidazione della ‘sorpresa' al momento della scoperta di un giovane che non mai avuto visibilità".

Quotazioni medie di opere di artisti italiani emergenti?

"Sempre parlando della generazione dei 40enni in giú, i piú quotati sono lo scultore e artista multimediale Maurizio Cattelan e Vanessa Beecroft, autrice di performace artistiche. I loro lavori sono venduti per centinaia di migliaia di dollari, fino ad arrivare al milione di dollari per le installazioni di Maurizio Cattelan. Ma gli artisti piú giovani hanno un price point di circa $10.000".

Quali sono i criteri e le logiche che informano le scelte di determinati artisti piuttosto che altri in questo tipo di fiere?

"Qui entriamo nel campo delle vicende umane e mi sento di dire che in questo mondo non esistono né criteri né tantomeno logica; quantomeno la logica a cui normalmente noi occidentali ci riferiamo. Io, dopo circa 15 anni di attivitá in questo campo, ancora non riesco a capire perché alcuni artisti all'etá di 25/30 anni siano esposti al MoMA o abbiano quotazioni che arrivano al quarto del milione di dollari. Pragmaticamente credo vada detto che alcune carriere di giovani artisti vengono costruite ‘ad arte' a tavolino dai ‘movers and shakers' internazionali quali Gagosian, Saatchi, Deitch ecc. Le motivazioni che stanno dietro il successo di un artista sovente hanno poco a che fare con il talento dell'artista, ma piú con chi sta loro dietro e ne muove le fila. Ma forse questa è già una logica".

Progetti in cantiere per il futuro?

"Una nuova seducente avventura: espandere e consolidare la mia presenza negli spazi virtuali. Per la prima volta curerò una mostra su Second Life; avrò il mio clone digitale in 3D di curatrice d'arte e ad ottobre curerò una mostra a 4 mani. Si tratta di due artisti con stili molto differenti tra di loro ma complementari. Memeo, artista torinese ha già fatto 2 mostre in Second life ed ha uno stile molto metropolitano. Le sue opere hanno contorni sfumati e non definiti, mentre Jains, altro artista sempre torinese, ha uno stile uno grafico pubblicitario alla Keith Harring."

a intervistiamo mentre è indaffaratissima negli ultimi preparativi per Scope Art Hamptons, la fiera d'arte contemporanea più trendy dell'estate, aperta al pubblico dal 27 Luglio ad East Hampton.

Ombretta Agrò Andruff, nata a Torino nel 1971, vive a New York City dal 1998 dove lavora come critica d'arte, curatrice indipendente di mostre e gallerista. Da donna dinamica con una passione genuina per l'arte contemporanea, il suo essere gallerista d'arte è ormai gestito negli spazi virtuali, dove oggi la si può incontrare accedendo alla sua "Galleria Virtuale" attraverso il portale costituito dal sito www.ombrettaagro.com

Cosa significa essere una "gallerista" virtuale e perché hai iniziato questa carriera?

"Da sempre ho lavorato per diverse istituzioni, gallerie private e musei, sia in Europa che negli Stati Uniti, curando mostre, eventi ed organizzando fiere d'arte contemporanea e venues internazionali. Ma ormai ero arrivata ad un punto nella mia carriera in cui non ce la facevo più a confinare la mia libertà creativa nei compromessi inevitabili di chi lavora per un'istituzione. Nello stesso tempo però non ce la facevo a lasciare il campo dell'arte contemporanea, che è da sempre la mia passione e la mia vita. Non ho avuto altra scelta allora se non crearmi una mia nuova identità: ho assunto quella di curatrice indipendente e mi sono quindi proposta come free lance nella doppia veste di curatrice e di dealer di artisti contemporanei.

La mia Galleria ora è nel web ed ad essa ci si accede da ogni angolo della terra attraverso la porta del mio sito. In questo modo mi sono svincolata dalla fisicità di una galleria materiale e, non dovendo pagare l'affitto per uno spazio fisico dove esporre i miei artisti, posso viaggiare e scoprire per il mondo quelli che decido poi di rappresentare e portare qui sul mercato di New York.

Operando in una prospettiva globale, sono affascinata dall'idea di costruire ponti tra culture diverse, di rendere possibile la visibilità del lavoro di artisti emergenti presso un pubblico il piú ampio ed internazionale".

Qual è il tuo ruolo nell'ambito della fiera Scope Art Hamptons 2007?

"Occorre premettere che Scope Art Hamptons è una Fiera d'Arte Contemporanea nata nel 2005 che si tiene negli Hamptons in estate; quest'anno se ne tiene la sua terza edizione.

Scope Art è nata come fiera molto "aggressiva", per dare visibilità a gallerie e giovani artisti con un price point che non superava i 5.000 $; agli inizi però, perché ora il price point si é alzato di parecchio.

Scope Art Hamptons è una delle poche fiere che accetta situazioni ibride come la nostra di curatori/dealers privi di uno spazio fisico. Essendoci offerta questa possibilità il mio ruolo nella fiera è quella di partecipare con i lavori gli artisti che rappresento. Il nostro approccio curatoriale è orientato verso mostre "tematiche", per raggiungere non solo un gruppo ristretto e selezionato di collezionisti e professionisti dell'arte, ma anche un pubblico più vasto. Rappresentiamo artisti che si esprimono con diversi linguaggi espressivi e media: pittura, video e fotografia, scultura e performance".

Quali sono i criteri con cui scegli gli artisti che decidi di rappresentare?

"In un primo momento è una scelta epidermica, istintiva, quasi animale. E' un emozione, o forse semplicemente una reazione, anche non necessariamente positiva; un qualcosa però di forte che ti spinge ad indagare, ad approfondire. In un secondo momento poi, con calma, razionalizzo le prime sensazioni cercando di ricondurle ad una forma maggiormente intellegibile. Ecco, credo che questo sia proprio il mio maggiore valore aggiunto: in questa fase rendo l'opera di quell'artista leggibile e appunto per questo anche vendibile.

Ma l'aspetto nodale rimane comunque e sempre la relazione personale con l' artista che si decide di rappresentare, la fiducia reciproca, l'affinità di carattere e la condivisione di valori".

L'aspetto che trovi più stimolante nel tuo lavoro?

Di sicuro l'aspetto che adoro del mio lavoro è la parte creativa, di relazione, di scoperta di nuovi artisti, il rapporto diretto con loro, le studio visits alla ricerca di novità, anche quando ti imbatti con artisti con grandi ego. Si, questa è decisamente la parte più stimolante del mio lavoro: venire a contatto con gli artisti e con le loro realtà, la trepidazione della ‘sorpresa' al momento della scoperta di un giovane che non mai avuto visibilità".

Quotazioni medie di opere di artisti italiani emergenti?

"Sempre parlando della generazione dei 40enni in giú, i piú quotati sono lo scultore e artista multimediale Maurizio Cattelan e Vanessa Beecroft, autrice di performace artistiche. I loro lavori sono venduti per centinaia di migliaia di dollari, fino ad arrivare al milione di dollari per le installazioni di Maurizio Cattelan. Ma gli artisti piú giovani hanno un price point di circa $10.000".

Quali sono i criteri e le logiche che informano le scelte di determinati artisti piuttosto che altri in questo tipo di fiere?

"Qui entriamo nel campo delle vicende umane e mi sento di dire che in questo mondo non esistono né criteri né tantomeno logica; quantomeno la logica a cui normalmente noi occidentali ci riferiamo. Io, dopo circa 15 anni di attivitá in questo campo, ancora non riesco a capire perché alcuni artisti all'etá di 25/30 anni siano esposti al MoMA o abbiano quotazioni che arrivano al quarto del milione di dollari. Pragmaticamente credo vada detto che alcune carriere di giovani artisti vengono costruite ‘ad arte' a tavolino dai ‘movers and shakers' internazionali quali Gagosian, Saatchi, Deitch ecc. Le motivazioni che stanno dietro il successo di un artista sovente hanno poco a che fare con il talento dell'artista, ma piú con chi sta loro dietro e ne muove le fila. Ma forse questa è già una logica".

Progetti in cantiere per il futuro?

"Una nuova seducente avventura: espandere e consolidare la mia presenza negli spazi virtuali. Per la prima volta curerò una mostra su Second Life; avrò il mio clone digitale in 3D di curatrice d'arte e ad ottobre curerò una mostra a 4 mani. Si tratta di due artisti con stili molto differenti tra di loro ma complementari. Memeo, artista torinese ha già fatto 2 mostre in Second life ed ha uno stile molto metropolitano. Le sue opere hanno contorni sfumati e non definiti, mentre Jains, altro artista sempre torinese, ha uno stile uno grafico pubblicitario alla Keith Harring."