Libera

La madonna non è una divinità

di Elisabetta de Dominis

La Madonna non è una divinità, offenderla non è reato": titolo sulla prima pagina del Corriere del 29 luglio. Mentre mi leggete (sto scrivendo di getto il giorno dopo), il papa potrebbe aver scatenato l'anatema sul procuratore capo di Bologna...

... Enrico Di Nicola, che ha inviato tale risoluzione al gip chiedendogli l'archiviazione della denuncia per vilipendio alla religione, presentata da un deputato bolognese contro lo spettacolo "La Madonna piange sperma", promosso dall'associazione gay "Carni Scelte", poi cancellato (di cui abbiamo parlato circa un mese fa in questa rubrica).

Secondo Di Nicola tale reato di vilipendio non sussiste perché, per il codice, la bestemmia è tale solo se indirizzata a santità o divinità  e la Madonna, per i teologi (che avrebbe studiato questo mese anche durante i week-end; è sufficiente?), non rientra in nessuna di queste categorie.

Il procuratore capo si è appellato alla sentenza della Corte Costituzionale del 18 ottobre 1995, che aveva dichiarato illegittimo il primo comma dell'articolo 724 del codice penale che considera colpevole di bestemmia chi offende "i simboli e le persone venerati nella religione dello Stato". Pertanto se la Madonna divinità o santità non è, ma semplicemente simbolo e persona, bestemmia non c'è stata.

Oibò, la madre di Dio non è neppure una santità! Questa è una notizia. Sono certa che gran parte dei fedeli non lo sapeva, visto poi che da secoli la venerano e la Chiesa stessa le accorda una posizione superiore a santa Ermenegilda, per esempio, che forse solo Google sa perchè si trovi tra i beati.

Mi auguro che Ratzinger prenda le difese della Madonna, pronunciandosi sulla divinità di fatto della Madonna, ma penso non lo farà perché dopo duemila anni il Clero teme ancora il potere dell'antica divinità femminile adorata ovunque prima di Dio. Guai se non ne sottolineerà almeno la santità: sarebbe la dimostrazione di quanto patriarcale sia la dottrina cattolica...

Il grande successo di Gesù è stato rivalutare le donne, dopo che  achei ed ebrei avevano imposto la superiorità della divinità maschile. Ma già gli apostoli prendono le distanze da un femminile che per secoli aveva detenuto l'illimitato ed incomprensibile potere della Natura, prima divinità. Il Clero poi ha fatto il resto, fino a mettere al rogo donne che possedevano energie curative inspiegabili. Donne che tuttora esistono e che la Chiesa si affretta a considerare strumenti di Dio e, a volte, a beatificare per controllarle ed appropriarsi del loro naturale dono di guarigione. Tuttavia il potere di simili donne (la new age le chiama sciamane, ma è riduttivo) esiste da prima che l'Antico Testamento venisse redatto, prima di qualsiasi religione, perché è semplicemente emanazione dell'Amore universale che per loro stessa natura sanno esprimere.

La grande ipocrisia delle religioni di oggi è rispettare la Madonna in quanto madre, per la sua funzione passiva di fattrice del seme divino. Perfino il marxismo, che all'inizio del ‘900 aveva liberalizzato il divorzio e l'aborto, negli anni '30 fece marcia indietro abolendo l'aborto e rendendo da gratuito a oneroso il divorzio. La maternità ricominciò ad essere un dovere, tanto che le donne, che avevano fornito al regime sovietico sette figli, venivano insignite della medaglia "gloria della maternità"  e a dieci diventavano "madri eroiche". Madri della Patria o di Dio, ma sempre solo strumenti del potere maschile.

Eppure il più grande peccato, per il Cristianesimo, resta il peccato contro la carne. Ecco i rimedi: il matrimonio, che in verità mette un freno alla concupiscenza ma solo dentro le mura domestiche, e la castità, che sovente viene corrotta dalla lussuria spirituale all'interno delle mura del convento. La badessa di Solesme aveva spinto le cose così oltre con Gesù che conobbe i tormenti della gravidanza mistica. Partorì la notte di Natale. Ma non osava dare il seno al bambino divino. Teresa d'Avila sentiva l'amore divino attraversarla sotto forma di dardo che penetra "lentamente e deliziosamente". E Veronica Giuliani, beatificata da Pio II, si portava a letto, in ricordo dell'Agnello mistico, un agnello da latte che lei stessa allattava. Sante o possedute? Non si può reprimere l'esercizio di una qualsiasi facoltà sensibile senza fabbricare malati.