Mostre

Ricco nella fede e nella forza

di Teresa Fiore

"Ricco di fede" lo consideravano alcuni, leggendo letteralmente le componenti del suo nome in ordine invertito; e Federico da Montefeltro, ricco di fede fu certamente, ma non solo religiosa...

... come racconta brevemente e incisivamente una mostra di libri, pezzi d'arte e riproduzioni presso la Morgan Library di New York. Nato a Gubbio nel 1422, Federico si distinse come valoroso uomo d'armi, fedele sostenitore del Papa (Sisto IV lo riconobbe Duca di Urbino) e, soprattutto nella storia del Rinascimento italiano, come protettore della cultura. Mecenate caratterizzato da "un'inaudita umanità", secondo le parole del suo bibliotecario, Vespasiano da Bisticci, Federico trasformò il suo castello in una città ideale dell'arte, ospitando artisti (tra cui Francesco Laurana e Piero della Francesca, che ne realizzò il più noto ritratto) e collezionando oggetti rari e di gran pregio. Preziosissimi pezzi del suo patrimonio sono specialmente i manoscritti, volumi che Federico acquistava o faceva copiare dai suoi amanuensi, e che "timbrava" con la sua inconfondibile serie di segni di riconoscimento: l'aquila, lo stemma del ducato e le sue iniziali.

La mostra di New York propone una limitata, ma indicativa scelta di codici miniati, volta a dare il senso degli interessi enciclopedici di questo condottiero amante delle scienze e dell'arte: il commento al Libro di Giobbe del 1474, un oroscopo di Jacobus Sprenger del 1475, i Vangeli in latino, l'opera di Virgilio, le Septe giornate della Geographia di Francesco Berlinghieri e una massiccia raccolta di antifone sono espressione del mondo rinascimentale per eccellenza, sensibile alle scoperte scientifiche, alla letteratura, alle esplorazioni e alle arti. In esposizione anche il manoscritto che Federico legge nel famoso ritratto realizzato da Justus de Ghent o da Pedro Berruguete, due artisti entrambi attivi alla sua corte, e facente parte della collezione della Galleria Nazionale delle Marche presso il Palazzo Ducale di Urbino. Il quadro, visibile nella parete centrale della mostra, coniuga le diverse anime di Federico: quella militare rappresentata dalla pesante armatura, quella nobiliare resa nelle eleganti vesti che ricoprono l'armatura e quella culturale riconoscibile nel voluminoso libro, da poco identificato all'interno della sua biblioteca. Al centro della sala, un monumentale leggio per la lettura dei pesanti tomi della sua libreria: caratterizzato dagli onnipresenti simboli del duca, questa poderosa scultura lignea è infrastruttura eloquente di un patrimonio libraio di inestimabile valore per qualità di realizzazione tecnico-artistica e per varietà. 

Particolarità dell'allestimento è la riproduzione, con sofisticate soluzioni di stampa fotografica, del famoso studiolo di corte nel quale il duca si risposava dalle fatiche dei combattimenti, nutrendo l'anima e la mente. La sala era arredata con delle tarsie in legno di grande ricchezza che con l'arguta tecnica del trompe l'oeil riproducevano sia dei mobili con ante decorate, talvolta aperte per lasciare intravedere oggetti, libri e strumenti musicali, sia degli scaffali e tavoli su cui erano appoggiate carte, penne e cibo in un leggero ed elegante gioco tra essere e apparire, tipico della sprezzatura rinascimentale. A noi, visitatori del XXI secolo, è data la possibilità di godere dell'effetto di doppia simulazione attraverso i pannelli che rivestono lo spazio in cui è ospitata la mostra (i puristi possono vedere gli originali al MET, circa cinquanta isolati più a nord, che li ha acquistati nel 1939). Al di sopra delle tarsie, i facsmile, riprodotti con le stesse tecniche di stampa digitale, dei ritratti dei personaggi illustri che adornano lo studiolo (scienziati, papi, poeti, filosofi dall'antichità al XV secolo che formano il Pantheon di Federico - tutto prettamente maschile, come sottolinea il pannello descrittivo di riferimento della mostra).

           L'iniziativa, che coincide con il 350esimo anniversario del trasferimento nel 1657 della collezione dei codici da Urbino alla Biblioteca Vaticana, a causa di mancanza di eredi, non celebra il duca solo con toni da fanfara. Pur riconoscendone i meriti e la raffinatezza, lo dipinge come uomo efferato, capace di prendere decisioni in campo politico-militare senza esitazione alcuna. L'ultima sezione di questa mostra-gioiello che inneggia alla conoscenza, alla ragione e all'armonia, svela infatti una storia inedita fino al 2001, anno in cui è stato confermato il coinvolgimento di Federico nella Congiura dei Pazzi, il complotto a danno dei Medici che nel 1478 provocò la morte di Giuliano e il ferimento di Lorenzo. Una lettera cifrata resa intellegibile attraverso un sofisticato sistema di decodifica ha infatti di recente svelato il ruolo di Federico in uno dei momenti chiave della storia del XV secolo nel difficile equilibrio tra poteri secolari e religiosi per il monopolio di terre, beni e prestigio nell'Italia centrale. Federico morí a Ferrara solo quattro anni dopo, in battaglia: il suggerimento dell'onomastica che spiega come Federico voglia dire "potente in pace" poco vale per l'intrepido condottiero urbinate, ispiratosi, per sua stessa dichiarazione a Papa Gregorio I che nei secoli VI e VII si era distinto come governatore militante e attivo intellettuale al tempo stesso.

  La mostra é ospitata nei locali della nuova parte della Morgan Library, la Clare Eddy Thaw Gallery, disegnata da Renzo Piano a cui si devono i lavori di espansione e ammodernamento di una biblioteca la cui fama ha una marca fortemente italiana per stile e contenuti. Di qui l'altra particolarità dell'iniziativa, che ha il sapore della meta-mostra: una biblioteca in esposizione in una biblioteca ricorda con tono di sprezzatura come il potere nella sua forma più profonda e completa coniughi denaro, carisma, ricche collezioni, cultura e forza, a differenza delle odierne forme di prepotenza militare che in nome della conquista dimenticano l'arricchimento del sapere tra la classe dirigente cosí come tra il popolo.    

Curata da Marcello Simonetta, la mostra é resa possibile dal sostegno della FIAC (Foundation for Italian Art and Culture), della benefattrice Terry Allen Kramer e dalle attrezzatture della Epson. Dopo la Morgan Library, presso la cui sede rimarrà aperta sino alla fine di settembre, la mostra verrà riproposta al Palazzo Ducale di Urbino in una versione riveduta.

"Federico da Montefeltro and His Library"

Morgan Library, New York (www.themorgan.org) 225 Madison Avenue (at 36th Street), New York, NY 10016. Tel. (212) 685-0008. Fino al 3 settembre 2007