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A Staten Island per ricordare l'eroe dei due mondi

Il francobollo su Garibaldi emesso dalle Poste Americane
di Donato Di Bartolomeo

Indiani o ebrei, cinesi o irlandesi. Di qualsiasi origine siano, le comunità di immigrati in America cercano sempre momenti di aggregazione in cui riaffermare la propria identità comune e consolidare la coesione del gruppo.

Ogni occasione è buona per fare di un personaggio, un luogo o un evento storico il simbolo di una diversità, di una propria origine. Gli italoamericani di New York non fanno certo eccezione. Sabato 21 luglio si sono ritrovati a Staten Island presso il Garibaldi-Meucci Museum, in occasione dell'uscita del francobollo da 41 centesimi dedicato dall'amministrazione delle Poste statunitensi all'Eroe dei Due Mondi, Giuseppe Garibaldi. La casa-museo all'angolo tra Tompkins e Chestnut Avenue, nella quale l'eroe risorgimentale visse per circa due anni durante il suo soggiorno a New York, è un luogo significativo, simbolico per la storia degli italoamericani. Costruita nel 1840 circa in stile neogotico, la piccola casa a due piani dal 1850 fu presa in affitto dall'inventore del telefono Antonio Meucci, che nello stesso anno ospitò un Giuseppe Garibaldi appena arrivato a New York. La comunità italiana, subito dopo la morte di Meucci, trasformò la residenza in un piccolo museo, preservando tutti gli arredi e gli oggetti appartenuti ai due ospiti illustri.

Alla cerimonia di presentazione del fracobollo erano presenti diverse personalità locali: il chairman del Museo, John Dabbene, la curatrice Emily Gear, il consigliere comunale Tony Avella, Brian Michelson delle Poste Usa, il professor Frank Alduino e Ted Jacobsen, creatore del francobollo. Ma soprattutto molti italoamericani, gli appartenenti a quell'autentica comunità che cerca di sopravvivere con coesione ed orgoglio, per ricordare il proprio passato. Certo, a volte i ricordi si fanno più sfumati, a volte la storia si confonde con la mitologia, e anche un personaggio come Garibaldi  può diventare l'icona di valori che di per sé non gli appartengono affatto.

Tra cartine storiche d'Italia, foto d'epoca e cimeli vari, il museo per una mattina è tornato ad essere quasi una casa in festa, un luogo di ritrovo per gli italiani della Grande Mela. Ed ecco che Garibaldi assumeva le tinte quasi di un santo: "Per me Giuseppe Garibaldi è il personaggio più importante per noi italoamericani di New York" - Afferma un signore sulla sessantina di origine calabrese - "E' il mio mito, il nostro George Washington, dobbiamo noi tutti ispirarci a lui e ricordarlo sempre come il nostro eroe".

Quasi un atto di fede, ma poi alla domanda fatidica "Quali sono le gesta di Garibaldi che più ama ricordare?", la risposta un po' confusa "Be' tutto quello che ha fatto Garibaldi é straordinario, da prendere d'esempio. Lui è il simbolo dell'italianità vera, è un uomo che ha tanto da insegnarci e che alla fine non ne ha sbagliata una. Tutte le sue gesta sono eccezionali e ammirevoli".

Nessun dubbio in merito, anche se forse il Garibaldi rivoluzionario e anticlericale non sempre combacia perfettamente con l'idea dell'italiano medio. Un'altra signora siciliana aggiunge. "Noi italoamericani amiamo riunirci attorno a Garibaldi, questa casa significa molto per noi, è un vero punto di riferimento. L'Eroe dei Due Mondi è il nostro eroe!". Una vera glorificazione di Giuseppe Garibaldi da parte dei presenti, tra cui però quasi nessuno sotto i quarantanni. Tutti grandi ammiratori dell'eroe risorgimentale, sicuramente un personaggio chiave nella storia d'Italia, che merita tanta attenzione. Ma possibile che la comunità italoamericana non abbia nessun italoamericano da celebrare? "Ma si, gli italoamericani importanti sono tanti..." - Risponde un po' titubante un napoletano del Queens - "Infatti ci sono molte manifestazioni in loro onore, ora però non mi vengono in mente."