Analisi

Storia & Politica / All'ombra del potere

George W. Bush e Karl Rove
di Rodrigo Praino

A fine del mese di agosto il consulente politico Karl Rove lascerà la Casa Bianca. Ufficialmente si tratta di una sua decisione di ritirarsi e di dedicarsi ad altre faccende nel suo Texas.

C'è chi già inizia a parlare di un libro, mentre altri sono sicuri che Rove si dedicherà all'insegnamento in qualche college. Ufficiosamente girano diverse voci sui non pochi scandali che hanno coinvolto il più importante consigliere del Presidente Bush, voci che implicano una qualche relazione tra questi scandali e le improvvise dimissioni. Comunque sia chi conosce il personaggio, la sua influenza sul Presidente, e comprende fino in fondo la "genialità" di un uomo che ha cambiato il modo di far politica in America non può che restare sorpreso. Rove passerà alla storia come l'architetto di alcuni dei più grandi successi elettorali del partito Repubblicano degli ultimi 10 anni. E' noto infatti che in qualità di consulente politico egli si è occupato non solo delle campagne presidenziali e governatoriali di Bush, ma anche dei successi elettorali di una lunga serie di candidati, soprattutto repubblicani - o democratici conservatori del Sud - fin dalla fine degli anni '70.

La figura del consulente politico a capo della campagna elettorale dei singoli candidati è un'invenzione tutta americana. Il primo personaggio di questo tipo fu il famosissimo Mark Hanna. A capo del comitato nazionale del partito Repubblicano, Hanna si comportò da vero manager durante la campagna presidenziale di William McKinley del 1896. Il suo contributo fu senza ombra di dubbio un enorme successo. Quella del 1896 potrebbe infatti essere definita come la campagna elettorale più vivace del periodo post-guerra civile. L'uso di vari tipi di pubblicità fu davvero notevole per l'epoca: furono stampati circa 250 tipi diversi di volantini tradotti in tedesco, francese, italiano, ebraico e in diverse altre lingue per convincere i lavoratori immigrati a votare per McKinley. Contrariamente a Rove, Hanna era non solo un consulente, ma anche un politico, ma quel che colpisce è soprattutto l'influenza di entrambi sul Presidente anche dopo le elezioni. Tanto che, dopo la tragica ed improvvisa morte di McKinley ventilarono una candidatura di Hanna alla presidenza nel 1904.

Qualche decennio più tardi, intorno al 1930, Clem Whitaker e Leone Baxter, una coppia di sposi, entrambi giornalisti interessati in particolar modo alla politica ed alle attività dei lobbisti, creano quasi per caso un'impresa dedicata alla fornitura di servizi particolari per campagne politiche in senso lato e la battezzano Campaigns, Inc. Più conosciuta come Whitaker & Baxter, la loro impresa con sede in California diventò la prima impresa specializzata in consulenza elettorale del mondo.

Il lavoro dei consulenti, soprattutto a livello presidenziale, è molto complesso e può portare conseguenze di enorme impatto su tutta la popolazione. Nel 1996, ad esempio, Dick Morris, manager della campagna per la rielezione di Bill Clinton, ebbe l'infelice idea di sfruttare alcuni cavilli della legge federale sulle spese dei candidati e la raccolta di fondi.

L'idea era di raccogliere e spendere molti più soldi di quanto la legge americana consente ai singoli candidati, e fu realizzata facendo in modo che i soldi raccolti e spesi da Clinton apparissero ufficialmente come soldi del partito e non della campagna elettorale del Presidente. Ebbene, l'atteggiamento di Clinton nei confronti del cosiddetto "soft money" finì per stravolgere gli aspetti finanziari della politica americana al punto da rendere necessaria una mastodontica riforma dell'intero complesso di regolamenti sul finanziamento delle campagne, concretizzatasi con il BCRA del 2002.

Rispetto a questi brevi racconti di conosciuti consulenti del passato, quel che colpisce nella figura di Karl Rove è la sua dedizione ad una causa ideologica. Rove non è semplicemente un consulente professionista in vendita, ma è un consulente professionista dedicato ad una sua crociata personale. Il suo ruolo non si esaurì dopo l'elezione e non fu mai limitato soltanto alle attività di electioneering. La sua strategia politico-elettorale è sempre stata geniale, nel "bene" e nel "male", dalla prima vittoria di Bush nel Texas fino alla scelta del 2004 di rafforzare la base elettorale più conservatrice del partito Repubblicano attraverso i referendum locali sui matrimoni omosessuali organizzati lo stesso giorno delle elezioni presidenziali. Sulla sua influenza sulle politiche dell'amministrazione possiamo solo fare congetture, ma sembra sia sempre stata molto elevata. Resta solo da capire per quale motivo un vero genio del marketing politico, con idee chiare sugli obiettivi e un piano dettagliato su come raggiungerli scelga di vivere nell'oscurità ed accontentarsi di dare consigli e suggerimenti a pagamento.